Una tragedia che sconvolge due comunità e alimenta paura e interrogativi nel Vibonese. Alessio Pio, un bambino originario di Zungri che frequentava un asilo nido privato di Tropea, è morto dopo avere manifestato gravi problemi di salute. Negli stessi giorni diversi piccoli alunni della struttura hanno accusato disturbi gastrointestinali, rendendo necessario in alcuni casi il ricovero ospedaliero.

Il bambino era stato ricoverato il 17 luglio all’ospedale “Jazzolino” di Vibo Valentia. A causa dell’aggravarsi delle sue condizioni, il 21 luglio era stato trasferito in condizioni gravissime a Catanzaro, dove è deceduto nella serata di mercoledì 22 luglio, nonostante ogni tentativo dei sanitari.

Una volta giunto nel capoluogo regionale, il piccolo avrebbe presentato un quadro compatibile con una sospetta setticemia. La causa della morte, tuttavia, non è stata ancora accertata.

Dieci bambini con sintomi, cinque i ricoveri

Complessivamente sarebbero oltre dieci i bambini che hanno accusato disturbi gastrointestinali, in particolare episodi di diarrea. Cinque piccoli hanno avuto bisogno del ricovero: tre sono stati successivamente dimessi, uno risulta ancora sottoposto alle cure dei medici a Catanzaro, mentre per Alessio Pio ogni tentativo si è rivelato inutile.

Al momento non è stata dimostrata l’esistenza di un’origine comune dei malori e non è stato accertato alcun collegamento causale con gli ambienti, le attività o il servizio di refezione dell’asilo.

Tra le ipotesi al vaglio vi sarebbe una possibile infezione da Clostridium difficile, ma non risultano ancora comunicazioni sanitarie definitive capaci di individuare con certezza il batterio responsabile, la fonte dell’eventuale contaminazione e le modalità della sua diffusione.

Saranno gli esami clinici, gli accertamenti dell’Azienda sanitaria provinciale e soprattutto l’autopsia a fornire elementi utili per ricostruire quanto accaduto.

La dirigente: «Probabile batterio entrato dall’esterno»

A intervenire sulla vicenda è stata Serena Miceli, dirigente della Family Baby School di Tropea, la struttura frequentata dal bambino.

«Stiamo ipotizzando insieme all’Asp quello che potrebbe essere successo. Molto probabilmente è un batterio entrato dall’esterno all’interno della struttura», ha dichiarato Miceli all’Ansa.

Secondo la dirigente, sono in corso le verifiche necessarie per comprendere l’origine dei contagi e individuare le misure utili a interrompere l’eventuale catena di trasmissione.

Miceli ha fatto riferimento in particolare al Clostridium difficile, descritto come un batterio che viene generalmente contratto all’interno delle strutture ospedaliere. Anche questa ricostruzione, tuttavia, resta al momento un’ipotesi che dovrà essere verificata e confermata dagli accertamenti sanitari.

Macrì: «Non abbiamo ancora informazioni formali»

Intervistato da Francesca Achito per Calabria News 24, il sindaco di Tropea Giovanni Macrì ha spiegato di essere ancora in attesa di comunicazioni ufficiali da parte dell’Asp di Vibo Valentia.

«In questo momento non ho molto da aggiungere. Siamo in attesa di notizie formali da parte dell’Asp, che è stata allertata e sta effettuando gli accertamenti», ha dichiarato il primo cittadino.

Macrì ha precisato che le informazioni finora conosciute dall’Amministrazione comunale provengono prevalentemente dalla stampa e dai racconti di alcune famiglie.

«Siamo un’istituzione e dobbiamo acquisire le notizie attraverso i canali ufficiali. Quello che sappiamo lo abbiamo appreso da qualche mamma e dagli organi di informazione. Non siamo ancora nelle condizioni di fornire ulteriori particolari».

L’ipotesi del batterio resta da confermare

Anche il sindaco ha riferito di avere appreso dalla stampa dell’ipotesi di un batterio, forse di origine ospedaliera, ribadendo però di non possedere elementi diretti o confermati.

«Sembrerebbe di capire questo, ma non sono in grado di riferire altro», ha affermato Macrì.

Il primo cittadino ha quindi invitato alla massima prudenza, sottolineando la necessità di attendere gli esiti degli accertamenti prima di formulare conclusioni sulle cause della morte e sull’origine dei malori accusati dagli altri bambini.

«Il decesso è purtroppo un fatto certo, ma sulle cause dobbiamo attendere. In una vicenda così delicata è necessario affidarsi esclusivamente alle comunicazioni ufficiali e al lavoro delle autorità competenti».

La Procura apre un’inchiesta

Sulla morte di Alessio Pio la Procura della Repubblica di Vibo Valentia ha aperto un’inchiesta. I genitori hanno presentato una denuncia in Questura e la cartella clinica del bambino è stata acquisita dagli investigatori.

La magistratura ha disposto anche il sequestro della salma, sulla quale sarà eseguita l’autopsia. L’esame dovrà chiarire le cause del decesso e consentire di ricostruire l’intero percorso sanitario affrontato dal piccolo, dal primo ricovero a Vibo Valentia fino al trasferimento a Catanzaro.

Anche l’Asp di Vibo Valentia ha avviato approfondimenti interni. Il commissario straordinario Angelo Vittorio Sestito ha convocato un vertice con i propri collaboratori per analizzare tutti i passaggi della vicenda.

Dalla struttura educativa sarebbe stata inviata una Pec all’Azienda sanitaria dopo l’insorgenza dei primi problemi, per segnalare la situazione e chiedere indicazioni sulle procedure da adottare.

L’asilo chiude in via precauzionale

La direzione della Family Baby School ha disposto volontariamente la sospensione temporanea delle attività educative e scolastiche. La decisione è stata assunta in via precauzionale, con l’obiettivo di tutelare i bambini, le famiglie e il personale.

La struttura ha avviato la sanificazione completa degli ambienti e assicurato la massima collaborazione con l’Asp, mettendo a disposizione la documentazione richiesta.

In una comunicazione inviata alle famiglie, la scuola ha invitato i genitori a monitorare attentamente le condizioni dei figli e l’eventuale comparsa di diarrea, vomito, febbre, dolori addominali, stanchezza marcata o inappetenza, rivolgendosi tempestivamente ai sanitari.

Macrì ha spiegato che eventuali interventi più specifici potranno essere predisposti soltanto dopo avere individuato la natura dell’eventuale agente infettivo.

«Una sanificazione mirata può essere effettuata quando si conosceranno le risultanze e sarà individuato l’eventuale virus o batterio», ha osservato il sindaco.

La chiusura temporanea rappresenta una misura prudenziale e non comporta, allo stato, l’accertamento di responsabilità a carico della struttura.

Il dolore della comunità di Zungri

La notizia della morte del piccolo ha gettato nello sconforto la comunità di Zungri. Il sindaco Serafino Fiamingo ha espresso il cordoglio dell’Amministrazione comunale e la vicinanza alla famiglia, travolta da un dolore impossibile da descrivere.

Preoccupazione resta anche per l’altro bambino ancora ricoverato. Macrì ha riferito di avere ricevuto notizie indirette su un quadro clinico serio e su un possibile trasferimento in una struttura specializzata, precisando tuttavia di non poterne confermare l’attendibilità.

Le comunità di Tropea e Zungri attendono ora risposte certe. Soltanto gli esami disposti, l’autopsia e le verifiche sanitarie potranno stabilire se i diversi episodi siano collegati, quale sia stata la causa della morte di Alessio Pio e da dove abbia avuto origine l’eventuale infezione.