Un furto che, secondo il racconto affidato a Cosenza 2.0, avrebbe lasciato dietro di sé non soltanto danni economici ma anche una profonda ferita emotiva.

L’episodio sarebbe avvenuto a Rende, in via Orso Mario Corbino, intorno alle 13:58. A raccontarlo è Immacolata Tina Madeo, che in un lungo post pubblicato dalla pagina Cosenza 2.0 riferisce quanto sarebbe accaduto nell’abitazione della sorella, una giovane mamma che vive con il compagno e il figlio di appena un anno e mezzo.

Secondo la testimonianza, tre persone con il volto coperto da maschere differenti – una raffigurante un gatto, una di Halloween e una con motivo leopardato – sarebbero arrivate a bordo di un’auto grigia con i vetri oscurati, riuscendo poi a entrare nell’abitazione.

Portati via gioielli e ricordi di famiglia

In pochi minuti la casa sarebbe stata messa completamente a soqquadro. I responsabili avrebbero portato via oro, gioielli e diversi oggetti appartenenti ai componenti della famiglia.

Tra quanto sottratto ci sarebbero anche il collier del battesimo del bambino e la fedina della giovane donna, oggetti dal forte valore affettivo oltre che economico.

Nel racconto viene inoltre riferita la sottrazione della telecamera presente nell’abitazione e di un vecchio computer che custodiva fotografie e ricordi personali: gli anni dell’università, l’inizio della relazione della coppia, la nascita e la crescita del bambino.

Proprio quest’ultimo elemento viene descritto come uno degli aspetti più dolorosi del furto, perché insieme al computer sarebbero scomparsi anni di immagini e memoria familiare.

«Distrutti anche i giocattoli del bambino»

A suscitare particolare amarezza sarebbe stato però quanto scoperto al rientro nell’abitazione. Secondo quanto raccontato da Madeo, alcuni giocattoli del bambino sarebbero stati volontariamente distrutti durante l’irruzione.

Un gesto che la famiglia considera particolarmente difficile da comprendere e che ha trasformato il furto in qualcosa di ancora più traumatico.

Nel post pubblicato da Cosenza 2.0, Madeo sottolinea come il danno più profondo non riguardi soltanto gli oggetti sottratti, ma la perdita del senso di sicurezza all’interno della propria casa.

La speranza espressa dalla famiglia è che i responsabili possano essere individuati e chiamati a rispondere di quanto accaduto. Resta, nelle parole affidate ai social, un sentimento di rabbia e impotenza per una violazione che avrebbe colpito una giovane coppia e il loro bambino proprio nel luogo che dovrebbe rappresentare il principale spazio di sicurezza e serenità.