Protesta dei Tir, supermercati con gli scaffali vuoti in Calabria. Nel Vibonese domani chiudono i negozi
Il fermo degli autotrasportatori comincia a pesare sulla distribuzione alimentare: a Catanzaro scarseggiano pesce, prodotti freschi, latte e farina

Dai presidi lungo le strade agli scaffali dei supermercati. La protesta degli autotrasportatori contro il caro carburante comincia a produrre conseguenze concrete sulla distribuzione alimentare in Calabria, dove diversi punti vendita stanno registrando difficoltà nei rifornimenti. A Catanzaro, in particolare, molti supermercati presentano scaffali quasi vuoti, mentre alcuni generi alimentari iniziano a scarseggiare. A risentire maggiormente dell'interruzione delle consegne sono i prodotti freschi e deperibili. In diversi punti vendita del capoluogo regionale il pesce risulta assente, mentre le scorte di latte e farina si stanno progressivamente esaurendo. Una situazione che sta interessando anche altre aree della Calabria e che evidenzia quanto la distribuzione alimentare dipenda dalla regolarità dei collegamenti su strada. Al momento, nei supermercati continuano a essere disponibili le merci conservate nei magazzini e alcuni prodotti locali, che riescono a raggiungere i punti vendita grazie a consegne effettuate quotidianamente su brevi distanze. Per numerosi altri generi alimentari, invece, il mancato arrivo dei mezzi pesanti comincia a incidere sull'assortimento.
Autotrasportatori fermi da venerdì, rifornimenti sempre più difficili
All'origine delle difficoltà c'è il fermo dell'autotrasporto proclamato da Fedralog Calabria, la Federazione regionale della logistica, nell'ambito della mobilitazione contro l'aumento del costo dei carburanti e delle spese sostenute dalle imprese. La protesta, iniziata venerdì 16 ottobre, dovrebbe concludersi alle ore 20 di martedì 20 ottobre. Cinque giorni durante i quali numerose aziende aderenti hanno sospeso le attività di trasporto, con ripercussioni sulle consegne destinate alla grande distribuzione. A complicare ulteriormente la situazione è anche l'adesione alla mobilitazione di trasportatori delle regioni vicine, un elemento che amplifica le difficoltà di approvvigionamento e interessa i collegamenti commerciali con il resto del Paese. Relativamente al fermo regionale degli autotrasportatori dal 16 al 20 ottobre, Fedralog aveva annunciato lo stop denunciando costi di esercizio sempre più elevati, tariffe considerate insufficienti e crescenti difficoltà finanziarie per le imprese del settore. La comparsa dei primi scaffali vuoti rappresenta ora una delle conseguenze più evidenti della protesta, che fino a questo momento aveva fatto registrare soprattutto rallentamenti alla circolazione e disagi lungo le principali arterie stradali della regione.
Nel Vibonese domani serrande abbassate per solidarietà alla protesta
Intanto la mobilitazione si allarga al mondo del commercio. Per domani, martedì 20 ottobre, il comitato "I commercianti vibonesi in mobilitazione" ha annunciato una giornata di protesta che prevede la chiusura delle attività aderenti per tutta la mattinata. I commercianti sono invitati ad abbassare le serrande e a partecipare al presidio degli autotrasportatori attivo nei pressi dello svincolo autostradale di Vibo Valentia. L'iniziativa nasce dalla volontà di richiamare l'attenzione sulle difficoltà economiche che coinvolgono le piccole e medie attività commerciali, alle prese con l'aumento dei costi di energia, carburanti, trasporti e forniture. A pesare sui bilanci delle imprese è anche la progressiva riduzione del potere d'acquisto delle famiglie, che si riflette sui consumi e sulla capacità dei negozi di mantenere livelli di vendita sufficienti a sostenere le spese. «Abbassare le serrande, in questo caso, significa trasformare il disagio quotidiano in una protesta visibile e collettiva», sottolinea il comitato, spiegando che la chiusura vuole rappresentare un gesto simbolico per chiedere interventi capaci di alleggerire il peso dei rincari.
Commercianti preoccupati per il futuro delle piccole attività
La protesta annunciata nel Vibonese non riguarda soltanto il costo dei carburanti, ma una situazione economica che, secondo gli organizzatori, rischia di compromettere la sopravvivenza di numerose attività. Nel documento diffuso dal comitato viene evidenziato come gli aumenti generalizzati delle spese aziendali, accompagnati dalla contrazione dei consumi, stiano rendendo sempre più difficile garantire la continuità delle imprese commerciali. Una condizione particolarmente delicata nei piccoli centri, dove negozi e attività di prossimità rappresentano spesso un servizio essenziale per i residenti, oltre che una fonte di occupazione. «In gioco ci sono l'occupazione, i servizi di prossimità, la vitalità dei centri urbani e dei piccoli comuni», evidenziano i promotori della mobilitazione. Da qui la decisione di unirsi agli autotrasportatori, nel tentativo di dare maggiore visibilità a una protesta che coinvolge ormai diversi settori dell'economia regionale. L'obiettivo dichiarato è ottenere misure capaci di contenere la crescita dei costi e garantire prospettive concrete a chi continua a investire e lavorare sul territorio.
Attesa per il confronto con il Governo del 20 ottobre
La giornata di martedì potrebbe rappresentare un passaggio importante per il futuro della mobilitazione. Proprio il 20 ottobre, infatti, è previsto a Milano un confronto istituzionale tra una delegazione di Fedralog Calabria e il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, con l'obiettivo di affrontare le rivendicazioni del settore. Per ciò che riguarda la convocazione di Fedralog al tavolo con il ministro Salvini, l'incontro è programmato per le ore 15 presso la Prefettura di Milano e il suo esito potrebbe incidere sulle decisioni relative alla prosecuzione o alla conclusione della protesta. Nel frattempo, l'attenzione si concentra anche sulle conseguenze economiche dello stop ai trasporti. La riduzione dei rifornimenti alimentari, le difficoltà della grande distribuzione e l'adesione dei commercianti vibonesi mostrano come una vertenza nata nel settore della logistica stia progressivamente coinvolgendo altre attività produttive e la quotidianità dei cittadini. Resta da capire quanto rapidamente potranno essere ripristinate le normali forniture una volta terminato il fermo. Per il momento, la situazione dei supermercati catanzaresi rappresenta un primo segnale delle ripercussioni che un'interruzione prolungata dei trasporti può determinare sull'approvvigionamento dei beni di prima necessità.