MESSINA – Non avrebbero dato, al momento, alcun esito i controlli effettuati nella serata di ieri dalle forze dell’ordine agli imbarchi diretti a Villa San Giovanni, subito dopo il furto di quattro opere di Antonello da Messina avvenuto al museo di Messina.

Il colpo è stato messo a segno intorno alle 21.50, nel pieno della processione della Vara. Resta ancora da chiarire se le opere siano state portate via dalla Sicilia o se si trovino ancora sul territorio messinese. Le indagini sono coordinate dal sostituto procuratore Maria Di Mulo e affidate alla Polizia.

A far scattare l’allarme è stata la segnalazione di un cittadino arrivata al 112 durante la processione. L’uomo ha riferito della presenza di alcune tavole del Polittico nei pressi del museo, sul viale Annunziata. Le opere sarebbero state abbandonate dai ladri durante la fuga.

Gli investigatori stanno ricostruendo nel dettaglio le modalità dell’irruzione. Secondo le prime ipotesi, i responsabili potrebbero essere entrati nel giardino del museo passando attraverso le grate che delimitano l’area sul lato del viale Annunziata. Due sbarre della recinzione risultano leggermente piegate, compatibili con un possibile passaggio.

I ladri, secondo quanto emerso finora, sarebbero stati tre o quattro e avrebbero successivamente forzato una porta laterale dotata di allarme. Sono in corso gli interrogatori degli impiegati e degli addetti alla sicurezza del museo, mentre gli investigatori stanno verificando anche l’eventuale presenza di complici.

Particolare attenzione è rivolta proprio alla processione della Vara, che ieri sera ha richiamato migliaia di persone e impegnato un consistente dispositivo delle forze dell’ordine. Secondo gli investigatori, i ladri potrebbero aver approfittato della situazione per agire indisturbati.

Intanto, sul fronte calabrese, resta alta l’attenzione negli scali di collegamento con la Sicilia. I controlli effettuati agli imbarchi per Villa San Giovanni non hanno finora consentito di rintracciare le opere mancanti. Le prossime ore saranno decisive per capire se il prezioso patrimonio artistico sia rimasto a Messina o abbia già attraversato lo Stretto.