Strage di Amendolara, al via le autopsie sui corpi dei quattro braccianti uccisi
Gli esami sono iniziati nell'ospedale di Rossano. L'incarico è stato affidato dalla Procura di Castrovillari al medico legale Biagio Solarino dell'Università di Bari
Sono iniziate questa mattina, alle ore 9, nell'ospedale di Rossano a Corigliano-Rossano, le autopsie sui corpi dei quattro braccianti agricoli morti nella strage di Amendolara, avvenuta lunedì scorso lungo la Statale 106.
Gli esami rappresentano un passaggio fondamentale nell'ambito dell'inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Castrovillari per fare piena luce sulle circostanze che hanno portato alla morte dei lavoratori, trovati carbonizzati all'interno di un minivan dato alle fiamme.
Le vittime della tragedia
Sul tavolo degli accertamenti medico-legali ci sono i corpi del pachistano Waseem Khan, 29 anni, e degli afghani Amin Fazal Khogjani, 28 anni, Ullah Ismat Qiemi, 19 anni, e Safi Iayjad, 27 anni.
I quattro giovani lavoravano come braccianti agricoli e hanno perso la vita in quella che gli investigatori ritengono una delle più gravi vicende di cronaca degli ultimi anni in Calabria.
La loro morte ha suscitato profonda commozione a livello nazionale e acceso nuovamente i riflettori sui temi del caporalato, dello sfruttamento del lavoro e della tutela dei diritti dei lavoratori migranti.
L'incarico affidato dalla Procura
A conferire l'incarico per l'esecuzione delle autopsie è stata il pubblico ministero della Procura di Castrovillari, Roberta Bello, titolare dell'inchiesta.
Gli accertamenti sono stati affidati al dottor Biagio Solarino, docente e medico legale dell'Università di Bari, chiamato a ricostruire con precisione le cause del decesso e gli elementi utili alle indagini.
Un passaggio decisivo per l'inchiesta
Gli esiti delle autopsie potrebbero fornire indicazioni determinanti per la ricostruzione della dinamica dei fatti e per chiarire gli ultimi momenti di vita delle vittime.
Nel frattempo proseguono le indagini della Procura e delle forze dell'ordine sulla strage che ha sconvolto la Calabria e l'intero Paese. L'obiettivo degli investigatori resta quello di accertare tutte le responsabilità e ricostruire il contesto nel quale è maturato il drammatico eccidio dei quattro lavoratori.