Autonomia differenziata, Ranuccio chiede a Occhiuto di riferire in Aula
Il vicepresidente del Consiglio regionale deposita una mozione urgente e avverte sui rischi per sanità, servizi essenziali e coesione nazionale
Il vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria, Giuseppe Ranuccio, ha depositato una mozione urgente per chiedere che il presidente della Giunta regionale, Roberto Occhiuto, riferisca immediatamente in Aula sulle recenti decisioni assunte in Conferenza Stato-Regioni in materia di autonomia differenziata.
L’iniziativa nasce dopo il parere favorevole espresso sugli schemi di intesa preliminare con Veneto, Lombardia, Piemonte e Liguria, riguardanti materie considerate particolarmente delicate come salute, protezione civile e previdenza integrativa. Per Ranuccio si tratta di un passaggio che merita un confronto pubblico e trasparente all’interno dell’Assemblea regionale.
I timori per la Calabria e per i servizi essenziali
Secondo il vicepresidente del Consiglio regionale, l’autonomia differenziata rischia di aumentare ulteriormente le disuguaglianze territoriali e di indebolire il principio di solidarietà nazionale. Nella mozione viene evidenziato come l’attuazione del progetto, in assenza del pieno finanziamento dei livelli essenziali delle prestazioni e di adeguati meccanismi di perequazione, possa produrre effetti particolarmente negativi per la Calabria.
Il nodo principale riguarda i servizi essenziali e, in particolare, la sanità. Ranuccio teme che le regioni economicamente più forti possano attrarre medici, infermieri e personale qualificato attraverso strumenti incentivanti e forme di previdenza integrativa difficilmente sostenibili da territori più fragili.
Il rischio di una sanità ancora più diseguale
Per la Calabria, già alle prese con carenze di personale e criticità strutturali nel sistema sanitario, il rischio sarebbe quello di un ulteriore arretramento. Una competizione tra regioni potrebbe accentuare il divario nell’accesso alle cure, rendendo ancora più difficile garantire ai cittadini gli stessi diritti su tutto il territorio nazionale.
Ranuccio richiama anche la sentenza numero 192 del 2024 della Corte costituzionale, che ha ribadito come l’autonomia non possa compromettere l’unità economica e giuridica della Repubblica né il principio di solidarietà tra i territori.
La richiesta di chiarimenti al presidente Occhiuto
La mozione impegna il presidente della Giunta regionale a riferire con urgenza al Consiglio regionale sulla posizione assunta dalla Calabria e sulle possibili conseguenze delle intese in discussione. Per Ranuccio, i calabresi hanno il diritto di sapere quale linea stia seguendo il presidente della Regione su una questione destinata a incidere direttamente sul futuro dei servizi pubblici.
Il vicepresidente del Consiglio regionale sottolinea che l’autonomia differenziata non può trasformarsi in una competizione tra regioni ricche e regioni povere. Da qui la richiesta di un dibattito immediato in Aula, affinché il Consiglio possa discutere apertamente un tema che riguarda il futuro della Calabria e dell’intero Paese.
Una questione politica che riguarda i diritti dei cittadini
Il confronto sull’autonomia differenziata torna così al centro dell’agenda politica regionale. Per Ranuccio, la Calabria non può restare spettatrice davanti a scelte che potrebbero incidere su sanità, servizi essenziali, risorse e capacità amministrativa dei territori.
La mozione punta ad aprire una discussione istituzionale chiara, mettendo al centro il diritto dei cittadini calabresi a non subire nuove penalizzazioni. Il tema, secondo il vicepresidente del Consiglio regionale, non riguarda soltanto i rapporti tra Stato e Regioni, ma la tenuta del principio di uguaglianza e la possibilità di garantire pari diritti a tutti, indipendentemente dal luogo in cui si vive.