Francesco De Cicco
Francesco De Cicco

Sul suo profilo Facebook Francesco De Cicco ha piazzato da tempo una sorta di conto alla rovescia. Giorno dopo giorno ricorda quanti ne mancano alle prossime elezioni comunali di Cosenza. La data esatta, in realtà, ancora non c’è. Si voterà nella primavera del 2027. Ma per De Cicco poco importa. Il countdown continua. Lui dice che è scaramanzia. Una sua abitudine che ripete ad ogni competizione elettorale. Sarà.

Ma a forza di contare i giorni che mancano al voto, è inevitabile che tutti si chiedano cosa accadrà quando quel conto arriverà a zero. E soprattutto dove sarà Francesco De Cicco.

Il candidato che ancora non si è candidato

Dopo l’esplosione alle ultime Regionali, con circa 3.800 preferenze raccolte nella sola città di Cosenza, oltre seimila nell’intera circoscrizione e l’ingresso a Palazzo Campanella, Francesco De Cicco ha costruito intorno a sé un movimento politico ed è diventato probabilmente il vero ago della bilancia delle prossime Comunali. È la candidatura che tutti si aspettano e che molti, soprattutto tra i suoi possibili avversari, temono.

È una situazione abbastanza singolare: De Cicco è già trattato come un candidato senza esserlo ancora diventato. Il suo nome entra in tutte le possibili combinazioni, viene pesato negli equilibri del centrosinistra, condiziona le scelte degli avversari e inevitabilmente compare nei calcoli sul primo turno e sul ballottaggio. Tutti ragionano come se fosse già in campo. Tutti tranne lui, che continua a non pronunciare la frase che trasformerebbe una candidatura data ormai quasi per scontata in una candidatura vera.

Dentro la giunta, ma sempre più lontano da Caruso

Ma ad oggi la chiarezza non è ancora arrivata. De Cicco non ha mai detto che si candiderà a sindaco. Ma non ha neppure detto che non lo farà. Anzi. Ha già fatto sapere che, se non ci saranno le condizioni per costruire un progetto condiviso, il suo movimento è pronto ad andare da solo. Nel frattempo continua a stare dentro la giunta Caruso con due assessori di riferimento, mentre il rapporto politico con il sindaco sembra ormai definitivamente compromesso.

Ed è questa la prima grande contraddizione della partita.

A gennaio Caruso e De Cicco sembravano destinati a marciare insieme verso il 2027. Pochi mesi dopo di quell’asse è rimasto ben poco. De Cicco non ha ritirato i suoi uomini dalla giunta, Caruso non li ha mandati via, ma politicamente i due sembrano ormai viaggiare su binari diversi. Del resto anche Franz Caruso ha problemi ben più seri di quelli che gli arrivano da De Cicco. La sua ricandidatura, che fino a qualche mese fa poteva sembrare quasi automatica per un sindaco uscente, oggi non lo è affatto.

Il Pd diviso e la ricandidatura di Caruso in bilico

È soprattutto l’area del Pd che fa capo a Nicola Adamo, insieme a Luigi Incarnato, ad aver ormai rotto politicamente con Caruso e a lavorare per una soluzione diversa. Una frattura che non sembra più ricomponibile e che ha aperto la caccia a un candidato alternativo da presentare al cosiddetto campo largo. Dall’altra parte resta l’altro Pd cosentino, quello che fa capo a Domenico Bevacqua, che pubblicamente ha continuato a difendere la possibilità di ripartire dall’attuale sindaco. Due Pd, due linee e, per il momento, nessun candidato comune. Con un particolare non proprio insignificante: la Federazione provinciale del Partito democratico di Cosenza è destinata al commissariamento e, mentre scriviamo, da Roma non è ancora arrivato il nome di chi dovrà provare a mettere ordine in un partito che a Cosenza non riesce a mettersi d’accordo praticamente su nulla. Compreso, naturalmente, il prossimo candidato a sindaco. Ed è dentro questo casino che Francesco De Cicco aspetta.

Il centrodestra cerca ancora il suo nome

Il centrodestra non ha ancora scelto il candidato con cui proverà a riprendersi Palazzo dei Bruzi. Sono circolati diversi nomi, da Natale Mazzuca a Francesco Spadafora, mentre altri si muovono da tempo intorno alla partita, ma la coalizione non ha ancora indicato ufficialmente chi correrà per la fascia tricolore.

Qualcuno, invece, è già partito. Giacomo Mancini junior è in campo e da mesi sta costruendo apertamente la propria candidatura, il programma, le liste e perfino una rete di attivisti per sostenerlo.

La strategia dell’attesa

La strategia di De Cicco, a questo punto, è abbastanza semplice: lasciare che siano gli altri a scoprire per primi le proprie carte, capire quali candidature reggeranno davvero e quali resteranno soltanto nomi buoni per qualche mese di trattative. Alla fine, però, potrebbe anche non avere molte alternative. Se il centrodestra troverà una propria sintesi e il centrosinistra non riuscirà a costruirne una attorno al suo nome, De Cicco potrebbe ripetere l’operazione del 2021: presentarsi autonomamente, mettere in campo le proprie liste e giocarsi al primo turno l’accesso al ballottaggio. Con una differenza sostanziale. Cinque anni fa partiva da outsider. Oggi arriva all’appuntamento dopo l’elezione in Consiglio regionale, con un movimento organizzato e soprattutto con un peso elettorale nella città certificato dalle ultime Regionali. Una sua discesa in campo costringerebbe anche gli altri a uscire dall’ambiguità.

Da Bianca Rende alla sinistra, gli altri nodi della partita

Bianca Rende, per esempio, che possiede un bel pacchetto di voti, il cui nome continua a circolare ma che finora non ha annunciato alcuna candidatura. E poi quella parte della sinistra che comprende Avs, Rifondazione Comunista e altre forze minori, impegnate nel tentativo di costruire un percorso comune e che prima o poi dovranno decidere se entrare in una coalizione più larga oppure tentare una strada autonoma. Rimane soprattutto un nodo ancora da sciogliere: il Movimento 5 Stelle. Perché proprio dai Cinque Stelle potrebbe arrivare il nome capace di cambiare gli equilibri dentro un centrosinistra che oggi appare diviso soprattutto sulla sorte di Franz Caruso. Quello di Anna Laura Orrico circola da tempo. Non è una candidatura ufficiale, ma avrebbe una caratteristica politicamente non secondaria: sarebbe un nome esterno alla guerra che divide le due anime del Pd cosentino.

L’ipotesi Orrico che può cambiare gli equilibri

Una candidatura Orrico potrebbe offrire una via d’uscita tanto all’area che fa capo a Nicola Adamo, ormai contraria alla ricandidatura di Caruso, quanto a quella riconducibile a Domenico Bevacqua. Non la vittoria di una corrente sull’altra, ma un nome terzo attorno al quale tentare di ricomporre il centrosinistra e costruire davvero quel campo largo di cui si parla da mesi. Uno scenario che, se dovesse concretizzarsi, chiuderebbe definitivamente la strada alla ricandidatura di Franz Caruso e renderebbe molto più chiara anche la partita di De Cicco.

Correre da solo per puntare al ballottaggio

Con il centrosinistra ricompattato attorno a un candidato e il centrodestra finalmente costretto a scegliere il proprio, De Cicco avrebbe davanti il quadro che oggi ancora manca. A quel punto dovrebbe decidere se esistono gli spazi per un accordo oppure se l’unica strada praticabile resta quella già percorsa nel 2021: correre da solo. Questa volta, però, con un obiettivo molto diverso. Non più soltanto pesare. Arrivare al ballottaggio. Per adesso nessuno può sapere se sarà questa la scelta. Ma più gli altri ritardano le proprie decisioni, meno ragioni ha De Cicco per anticipare la sua.

Il countdown può continuare. Quando arriverà a zero, però, la scaramanzia non basterà più.