La Calabria prova a recuperare terreno sul fronte della prevenzione oncologica. Azienda Zero ha avviato un piano operativo che punta, nell’arco di 36 mesi, a rendere più efficaci i programmi di screening per la diagnosi precoce dei tumori. Un settore che, nella regione, resta ancora lontano dagli standard attesi.

A certificare le criticità era stato, lo scorso anno, il tavolo di verifica interministeriale, analizzando i dati relativi al 2024. Dal verbale era emerso un quadro di forte disallineamento rispetto agli obiettivi programmati, con adesioni ai tre screening oncologici ancora ampiamente al di sotto della soglia di sufficienza.

In particolare, erano stati rilevati miglioramenti nello screening mammografico, un peggioramento per quello della cervice uterina e una situazione sostanzialmente invariata per lo screening colon-rettale. Una fotografia che ha confermato la necessità di intervenire sull’organizzazione complessiva del sistema di prevenzione.

Il nuovo progetto di Azienda Zero prevede l’affidamento a una Rti della fornitura di una piattaforma digitale unificata per la gestione dei tre programmi: mammografico, cervice uterina e colon retto. L’obiettivo è superare la frammentazione dei dati tra le diverse aziende sanitarie e adottare standard nazionali di interoperabilità.

La piattaforma accompagnerà il cittadino lungo l’intero percorso preventivo, dalla prenotazione al monitoraggio dei campioni, fino alla refertazione nel fascicolo sanitario elettronico. Un sistema pensato per rendere più omogenea l’assistenza, migliorare il controllo dei processi e favorire una maggiore partecipazione della popolazione.

L’investimento complessivo ammonta a due milioni e mezzo di euro, nell’ambito delle risorse Pnrr destinate all’ammodernamento delle infrastrutture ospedaliere e al rafforzamento dei servizi sanitari. Per la Calabria si tratta di una sfida decisiva: trasformare la tecnologia in uno strumento concreto per aumentare le adesioni e rendere più efficace la prevenzione dei tumori.