CUN Grano Duro, Coldiretti: "Il commissario di Confcooperative è in conflitto di interessi e va escluso"
Per l'organizzazione agricola, il tema centrale resta la tutela del reddito degli agricoltori, messo sotto pressione sia dalle oscillazioni dei mercati internazionali sia dai comportamenti dei grandi operatori della filiera
Prosegue lo scontro tra Coldiretti e Confcooperative sul funzionamento della Commissione Unica Nazionale (CUN) del grano duro e sulla formazione del prezzo indicativo della materia prima. Al centro della polemica, il ruolo del commissario designato da Confcooperative all'interno della Commissione, che secondo Coldiretti si troverebbe in una situazione di conflitto di interessi incompatibile con le finalità dell'organismo.
In una nota, Coldiretti replica alle recenti dichiarazioni del presidente di Confcooperative Agroalimentare e Pesca, Raffaele Drei, accusandolo di non aver fornito risposte sul nodo principale della vicenda. «Nel suo comunicato – afferma l'organizzazione agricola – Drei parla dei massimi sistemi, ma non risponde su un punto: il conflitto di interessi in capo al commissario di Confcooperative nella CUN grano duro. Lo stesso che ha proposto di comprimere i prezzi più di quanto richiesto dalla parte industriale, un atteggiamento da compratore più che da venditore».
Secondo Coldiretti, la questione è stata formalmente segnalata al ministro dell'Agricoltura, Francesco Lollobrigida, con l'obiettivo di garantire trasparenza e correttezza nel processo di determinazione dei prezzi all'interno della Commissione.
L'organizzazione sostiene inoltre che le accuse rivolte al commissario sarebbero supportate da elementi documentali. «Drei si è affannato a smentire le accuse, ahimè per lui documentabili dalle testimonianze dei commissari, dai verbali e dai resoconti della CUN, sul comportamento tenuto dal loro commissario che riteniamo sia in chiaro conflitto di interessi», sottolinea Coldiretti.
Nel mirino finisce anche la posizione espressa da Confcooperative sul funzionamento del mercato. Coldiretti rivendica infatti il ruolo della CUN come strumento nato per contrastare le distorsioni e le speculazioni che caratterizzano il mercato globale delle commodities agricole e per garantire maggiore equilibrio nella formazione dei prezzi.
«Proprio perché conosciamo bene i principi di funzionamento del mercato abbiamo voluto la CUN – evidenzia Coldiretti – per limitare le evidenti distorsioni e speculazioni che animano il mercato globale e per restituire valore alla distintività delle produzioni».
Per l'organizzazione agricola, il tema centrale resta la tutela del reddito degli agricoltori, messo sotto pressione sia dalle oscillazioni dei mercati internazionali sia dai comportamenti dei grandi operatori della filiera. «Il merito della questione è proprio questo: come difendere il reddito agricolo, non solo dalle turbolenze dei mercati internazionali e dai comportamenti sleali di molti grandi player, ma anche da quelle realtà della rappresentanza che cercano di difendere l'indifendibile e far rientrare l'opacità nella normalità», conclude Coldiretti.
La vicenda apre dunque un nuovo fronte di confronto tra le principali organizzazioni della rappresentanza agricola e cooperativa, con possibili ripercussioni sul dibattito relativo alla governance della CUN e alla trasparenza dei meccanismi di formazione dei prezzi del grano duro.