Mobilitazione a Cosenza contro le modifiche al DDL “Stupri”
Durante la manifestazione sono intervenute, per il CADIC, Stefania Figliuzzi, insieme a Teresa Esposito per le Donne democratiche del Partito Democratico
Una piazza che chiede di non arretrare sui diritti e di difendere il principio del consenso. È questo il messaggio lanciato stamane a Cosenza dal CAV “R. Lanzino”, che insieme al CADIC, il coordinamento regionale dei centri antiviolenza, ha promosso un flash mob in piazza Carratelli contro le proposte di modifica al nuovo testo del DDL “Stupri”.
L’iniziativa nasce dall’invito della rete nazionale D.i.Re e del laboratorio politico nazionale, con l’obiettivo di ribadire un netto no alle modifiche proposte dalla senatrice Giulia Bongiorno.
L’appello del CAV “R. Lanzino” e la richiesta a Roberto Occhiuto
“Abbiamo raccolto l’invito della rete nazionale D.i.Re e siamo oggi qui per ribadire il nostro no alle modifiche proposte da Bongiorno. Lanciamo un appello alle istituzioni, in primis al presidente della Regione Roberto Occhiuto, affinché si pronuncino contro tali modifiche alla legge”, ha dichiarato la presidente del CAV “R. Lanzino”, Roberta Attanasio.
Un appello diretto alla politica regionale, dunque, perché prenda posizione pubblicamente su un tema che le associazioni considerano cruciale nella tutela delle donne vittime di violenza.
“Senza consenso è violenza”: la mobilitazione continua
A rilanciare con forza il senso della protesta è stata Antonella Veltri, già presidente di D.i.Re e tra le socie fondatrici del centro antiviolenza cosentino. “Dalle piazze di oggi parte una mobilitazione permanente per impedire un arretramento sui nostri diritti. Esigiamo il ritiro dell’emendamento Bongiorno che, cancellando la parola consenso, trasferisce sulle donne l’onere della prova”, ha affermato.
Veltri ha inoltre annunciato che la mobilitazione proseguirà a livello nazionale: il 28 febbraio è previsto a Roma un corteo contro chi, secondo le promotrici, sta riscrivendo le leggi “sulla pelle delle donne”, contro la cultura dello stupro e contro uno Stato che, a loro avviso, rischia di non tutelare adeguatamente le vittime. “Senza consenso è violenza”, è lo slogan che ha accompagnato l’iniziativa.
Le adesioni e gli interventi in piazza
Durante la manifestazione sono intervenute, per il CADIC, Stefania Figliuzzi, insieme a Teresa Esposito per le Donne democratiche del Partito Democratico. Presenti anche le consigliere comunali di Cosenza Bianca Rende e Antonietta Cozza, Tonia Stumpo dell’esecutivo nazionale delle Democratiche PD e consigliera di parità regionale, Brunella Solbaro per la Cgil e la parlamentare Anna Laura Orrico.
La mobilitazione lanciata da Cosenza si inserisce così in un movimento più ampio che attraversa diverse città italiane, con l’obiettivo dichiarato di difendere il principio del consenso come cardine della normativa contro la violenza sessuale e di contrastare ogni modifica ritenuta peggiorativa per la tutela delle donne.