Caro carburanti, Napoli (CNEL): «La sicurezza energetica è sicurezza nazionale»
Prezzi in rialzo e nuove tensioni internazionali: chiesto un Piano nazionale su rinnovabili, biomasse, reti, accumuli ed elettrificazione dei trasporti
Il nuovo rialzo dei prezzi dei carburanti riporta al centro il tema della sicurezza energetica italiana. Sull’autostrada del Brennero il gasolio ha raggiunto quota 3,159 euro al litro, con ricadute che rischiano di pesare su famiglie, imprese, autotrasportatori, agricoltori e intere filiere produttive. Secondo Napoli del CNEL, la dipendenza dalle fonti fossili e dalle grandi rotte internazionali di approvvigionamento non rappresenta più soltanto un problema economico, ma una vera questione di sicurezza nazionale. «L’Italia non può essere ostaggio delle continue crisi internazionali, né dei ricatti di gruppi armati o dei Pasdaran», è il monito.
Rinnovabili, biomasse e reti per ridurre la dipendenza
La risposta, secondo Napoli, deve muoversi su due fronti: misure immediate per proteggere famiglie e sistema produttivo e, allo stesso tempo, una strategia strutturale capace di ridurre la vulnerabilità energetica del Paese. Da qui la proposta di un confronto straordinario tra Ministeri, Regioni e Comuni per accelerare la produzione nazionale di energia attraverso fonti rinnovabili, biomasse sostenibili, potenziamento delle reti e sistemi di accumulo. Un ruolo importante potrebbe essere svolto anche dagli scarti agricoli e forestali, trasformandoli in una risorsa energetica e favorendo la nascita di filiere locali. Per rendere possibile questo percorso, viene inoltre ritenuta necessaria una semplificazione delle procedure autorizzative e una maggiore certezza per gli investimenti pubblici e privati.
Un Piano nazionale per la sicurezza energetica
Altro nodo centrale è quello della mobilità, con la necessità di accelerare l’elettrificazione del trasporto pubblico locale, dei mezzi comunali, della logistica e del trasporto merci. Un processo che, però, deve procedere parallelamente all’aumento della produzione nazionale di energia rinnovabile. L’obiettivo è ridurre progressivamente l’esposizione dell’Italia alle crisi geopolitiche e alle principali rotte internazionali di approvvigionamento, compreso lo Stretto di Hormuz. Da qui la richiesta di un vero Piano nazionale per la sicurezza energetica, capace di tenere insieme rinnovabili, biomasse, reti, accumuli, autoconsumo ed elettrificazione dei trasporti. «Più energia produciamo sul nostro territorio – sottolinea Napoli – meno siamo esposti alle crisi che non possiamo controllare».