Felici & Conflenti 2026, il festival che trasforma i paesi in laboratori di futuro
Dal 27 al 31 luglio torna a Conflenti la XII edizione dedicata ai “Tramandamenti della cultura musicale tradizionale del Reventino”. Tra laboratori, concerti, incontri e nuovi presìdi permanenti, il festival rilancia il valore delle aree interne come
Felici & Conflenti apre la sua XII edizione come un progetto culturale che guarda oltre il perimetro del festival, ponendo al centro una questione decisiva: il futuro dei paesi italiani e la loro capacità di custodire memoria senza restare prigionieri della nostalgia. La nuova edizione, in programma a Conflenti dal 27 al 31 luglio 2026, prende avvio da questa riflessione e si presenta come un’esperienza capace di trasformare saperi, relazioni e pratiche comunitarie in nuove forme di futuro.
Il primo gesto pubblico è stato l’incontro “I paesi, le loro memorie, la sfida per la democrazia”, che ha riunito l’antropologo Vito Teti, la storica e saggista Antonella Tarpino, il politologo e saggista Marco Revelli e l’etnomusicologo Christian Ferlaino, coordinatore scientifico di Felici & Conflenti e ricercatore di eccellenza dell’Università della Calabria. Ne è emersa una lettura corale dei paesi come luoghi attraversati da tensioni, possibilità e responsabilità.
«Restare comporta avere conoscenza del luogo in cui si resta, avere memoria, avere cura. Ma significa anche essere nel presente, aperti al mondo e a chi arriva», ha sottolineato Teti. Una visione che Antonella Tarpino ha collegato alla crisi ecologica e sociale del presente, individuando proprio nei territori più fragili una possibile grammatica del futuro. Per Revelli, invece, la sfida è ricostruire le basi di una vita associata fondata sulla cooperazione e su nuove forme di comunità.
La farfalla come simbolo di trasformazione
È dentro questa cornice che si colloca la nuova edizione di Felici & Conflenti, rappresentata dal segno grafico di una farfalla, scelta come simbolo di trasformazione. Dopo il superamento del decennale, il festival guarda infatti a una fase nuova, non limitata ai giorni della rassegna ma orientata alla costruzione di presìdi culturali permanenti.
«La farfalla scelta come simbolo di questa edizione racconta la volontà di avviare una fase di trasformazione», ha spiegato Christian Ferlaino, evidenziando l’obiettivo di rendere Felici & Conflenti una presenza stabile durante tutto l’anno, capace di coinvolgere il paese e la comunità ben oltre il calendario estivo.
La XII edizione segna così un passaggio importante nella storia del progetto, nato come festa di comunità dedicata alla cultura musicale tradizionale del Reventino-Savuto e cresciuto fino a diventare una delle esperienze più riconoscibili del Sud nel lavoro sui patrimoni immateriali. In questa prospettiva si inserisce l’avvio di due nuovi laboratori permanenti: uno dedicato alla filatura al telaio e uno alla costruzione degli strumenti musicali della tradizione, con particolare attenzione alla zampogna.
Laboratori, concerti e comunità temporanee
Il programma 2026 sarà dedicato ai “Tramandamenti della cultura musicale tradizionale del Reventino” e confermerà la struttura dei workshop residenziali che negli anni ha dato identità al festival. Sono previsti laboratori di danza tradizionale del Reventino con Andrea Bressi, canto tradizionale con Giuseppe Gallo, zampogna della Presila con Giuseppe Muraca e Christian Ferlaino, organetto diatonico con Loris Paola e Daniele Gallo.
Accanto alla formazione, il cartellone proporrà incontri, seminari, attività per bambini, escursioni, concerti e feste con i suonatori tradizionali. Il festival attraverserà Conflenti nei suoi luoghi civili, religiosi e comunitari, costruendo un calendario diffuso tra ricerca, musica e pratiche condivise.
Tra gli appuntamenti annunciati figurano “Felici e Lamenti”, in collaborazione con il Festival del Lamento, “Confluenze Sonore”, il trekking a cura di Conflenti Trekking, la presentazione del volume Cardeto, Mammola, Cinquefrondi 1954 a cura di Danilo Gatto, la “Serenata a Maria” nella Basilica della Madonna di Conflenti, i concerti con i suonatori tradizionali di Montemarano, Rogliano, Saracena, San Mango d’Aquino e del Reventino, insieme agli appuntamenti con Mascarimirì, Parafoné, i Giganti di Felice Napoleone da Porto Salvo, la Festa d’a Grispeddra Cujjintara e il tradizionale Ballo del Ciuccio.
Negli ultimi anni Felici & Conflenti ha registrato una crescita significativa, con oltre 100 iscritti ai laboratori e circa 5.000 presenze complessive nell’ultima edizione, oltre a una partecipazione internazionale proveniente in particolare da Francia e Germania. Numeri che confermano il ruolo del festival come pratica culturale capace di attrarre comunità temporanee, favorire ritorni, mettere in relazione saperi locali e reti europee, e contribuire alla valorizzazione delle aree interne senza ridurle a semplice scenario.