Vinòforum 2026, la Calabria porta a Roma il meglio della sua identità vitivinicola
A Piazza di Siena oltre 800 cantine e 3.200 etichette. Regione e Arsac puntano su qualità, vitigni autoctoni e promozione dei territori

La Calabria è tra le protagoniste di Vinòforum 2026, uno dei principali appuntamenti nazionali dedicati al vino e all’enogastronomia, in programma fino al 13 settembre nella cornice di Piazza di Siena, a Villa Borghese, Roma. La manifestazione, arrivata alla ventitreesima edizione, riunisce circa 800 cantine e oltre 3.200 etichette, coinvolgendo produttori, buyer, operatori e appassionati. La Regione Calabria, attraverso il dipartimento Agricoltura e con il supporto operativo di Arsac, partecipa con uno spazio dedicato alle produzioni regionali, con l’obiettivo di rafforzare la riconoscibilità del vino calabrese e valorizzarne qualità, identità e legame con i territori. All’inaugurazione ha partecipato anche il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida, che ha visitato lo stand calabrese insieme all’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo.
Gallo: «Il vino racconta la nostra identità»
Per l’assessore Gallo, la presenza a Vinòforum rappresenta un’importante occasione per presentare una Calabria vitivinicola sempre più orientata alla qualità, alla ricerca e alla valorizzazione dei vitigni autoctoni. L’obiettivo della Regione è accompagnare la crescita delle imprese e favorire nuove opportunità di mercato, puntando su produzioni capaci di raccontare non soltanto un prodotto, ma l’intero patrimonio culturale e paesaggistico nel quale nasce. Promuovere una bottiglia calabrese, secondo Gallo, significa infatti promuovere contemporaneamente territori, tradizioni, comunità e lavoro delle aziende, trasformando il vino in uno strumento di promozione complessiva della regione.
Arsac punta su biodiversità, innovazione e mercati
Centrale nel percorso di valorizzazione è anche il ruolo di Arsac. La direttrice generale Fulvia Michela Caligiuri ha evidenziato come la partecipazione a Vinòforum permetta alle produzioni calabresi di confrontarsi con un pubblico qualificato e con un mercato sempre più interessato ad autenticità e qualità. La Calabria può contare su una significativa biodiversità viticola e su un patrimonio composto da produzioni storiche e vitigni identitari, dal Cirò al Greco di Bianco, fino al Magliocco e alle altre varietà autoctone. Un patrimonio che attraversa aree costiere, colline, versanti ionici e tirrenici e che negli ultimi anni ha visto crescere la capacità delle aziende di unire tradizione e innovazione. In questa prospettiva Vinòforum diventa non soltanto una vetrina commerciale, ma anche uno spazio nel quale costruire relazioni, raccontare i territori e rafforzare la presenza del vino calabrese sui mercati.
