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Un quadro preoccupante quello che emerge dall'ultimo rapporto "Amministratori sotto tiro", redatto da Avviso Pubblicoe presentato a Napoli. Nel corso del 2025, la Calabria si è confermata una delle aree più difficili per chi si impegna nella gestione della cosa pubblica, posizionandosi al quarto posto a livello nazionale per numero di intimidazioni, minacce e atti di violenza rivolti a sindaci, assessori, consiglieri e dipendenti della pubblica amministrazione.

I numeri della Calabria: Reggio e Cosenza nella "black list"

Nel 2025 sono stati censiti 32 episodi di intimidazione in Calabria. Sebbene a livello nazionale si registri una leggera flessione dei casi nel Mezzogiorno, la pressione sugli amministratori locali calabresi resta altissima.

A livello provinciale, la mappa del rischio evidenzia due aree particolarmente calde:

Reggio Calabria: con 11 casi registrati, si colloca tra le province più colpite d'Italia.

Cosenza: segue a ruota con 10 casi censiti nel corso dell'anno.

Le due province calabresi rientrano così nella drammatica graduatoria nazionale guidata da Napoli (16) e Lecce (15).

Il contesto nazionale: una minaccia ogni 28 ore

Il report analizza il fenomeno su scala intera, mostrando come l'attività amministrativa in Italia sia costantemente sotto pressione.

Il totale nazionale: Nel 2025 sono stati registrati 309 atti intimidatori in tutto il Paese (in calo del 6% rispetto ai 328 del 2024).

La frequenza: In media, in Italia si è verificata una minaccia ogni 28 ore.

La classifica delle regioni: La Puglia guida la triste classifica con 51 casi (+24%), seguita da Campania (37), Sicilia (35) e, appunto, Calabria (32). Il Mezzogiorno da solo concentra il 59% del totale nazionale dei casi, nonostante il calo registrato nelle Isole.

La natura delle minacce: attacchi diretti e danni alle comunità

Il report di Avviso Pubblico scatta una fotografia anche sulle modalità con cui vengono esercitate le pressioni:

L'84% delle intimidazioni è di tipo diretto, ossia rivolto specificamente alla persona del politico, dell'amministratore o del dipendente pubblico preso di mira.

Il restante 16% dei casi è costituito da minacce indirette. Questa tipologia di attacco non colpisce solo il singolo, ma ferisce l'intera comunità e i servizi essenziali. Rientrano in questa categoria:

  • Attacchi a municipi, uffici e strutture comunali.
  • Danneggiamenti e distruzione di mezzi per la raccolta dei rifiuti.
  • Raid contro strutture dei servizi sanitari, idrici, elettrici e del trasporto pubblico.
  • Intimidazioni spaventose rivolte direttamente ai familiari degli amministratori.

Il rapporto "Amministratori sotto tiro" ribadisce la necessità di non abbassare la guardia e di sostenere con forza le istituzioni locali, presidio fondamentale di legalità e democrazia sul territorio calabrese