È Fiumefreddo Bruzio, con la suggestiva cornice di Largo Torretta, a ospitare l'XI edizione del Premio Alveare di Confapi Calabria, appuntamento che da oltre un decennio mette al centro persone, imprese e realtà che contribuiscono alla crescita del territorio.

Dopo i primi dieci anni celebrati nel 2025, il Premio riparte guardando al futuro. E lo fa attraverso tre parole chiave scelte per l'edizione 2026: “Rigenerare. Innovare. Connettere”.

A spiegare il significato del tema è stata Francesca Benincasa, vicepresidente di Confapi Calabria e conduttrice della serata. Rigenerare ciò che può tornare a vivere con nuova energia, innovare come condizione indispensabile per costruire il futuro e connettere persone, competenze, imprese, istituzioni e territori sono diventati i fili conduttori di una serata che ha attraversato mondi diversi, dalla ricerca alla sanità, dall'impresa alla sostenibilità, dalla sicurezza sul lavoro alla legalità.

Ad aprire la serata è stato Francesco Napoli, presidente di Confapi Calabria e vicepresidente nazionale Confapi, che ha posto l'accento soprattutto sul ruolo delle nuove generazioni e sulla necessità di creare in Calabria condizioni concrete affinché i giovani possano scegliere di costruire qui il proprio futuro.

Un tema strettamente legato anche al progetto di Confapi Calabria per il Palacongressi di Vagliolise, immaginato come uno spazio destinato a diventare luogo di incontro, formazione, cultura, impresa e confronto tra generazioni e competenze.

I primi riconoscimenti

Il primo riconoscimento dell'XI edizione è stato il Telesio d'Argento, assegnato all'Amministrazione comunale di Fiumefreddo Bruzio e al sindaco Fortunato Rosario Barone, quale segno di gratitudine per l'ospitalità e per aver accolto il Premio in uno dei borghi più suggestivi della Calabria.

Uno spazio è stato dedicato anche alla precedente edizione, con la consegna del Premio Alveare 2025 a Erasmo Antro, presidente di Confapi Bari-BAT, che non aveva potuto ritirare personalmente il riconoscimento lo scorso anno.

Tra i momenti dedicati all'innovazione e alla sostenibilità, nell'ambito della collaborazione con ENEA, sono stati consegnati i premi “Donne in Classe A” alla dottoressa Stefania Galassi e “Italia in Classe A” all'architetto Domenico Bongiorno, autore di una tesi dedicata alla rigenerazione urbana di Vagliolise.

Impresa, salute e sicurezza

Il Premio Ninetto Quattrone è stato assegnato a Soseteg Società Benefit, guidata dall'ingegner Walter Curatola, per un percorso imprenditoriale caratterizzato da innovazione, sostenibilità, sicurezza, formazione e sviluppo di nuove competenze.

Alla Casa di Cura Scarnati, rappresentata dal dottor Michele Lorè, è andato un riconoscimento legato al settore della salute.

Particolare attenzione è stata riservata alla sicurezza sul lavoro con il Premio Alveare al presidente INAIL Fabrizio D'Ascenzo, ritirato dalla direttrice regionale INAIL Calabria Teresa Citraro.

Tra i premiati anche Daniela Ramello, presidente nazionale di Unionchimica Confapi; Salvatore Baffa, direttore regionale dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione della Campania; Francesco Amato, direttore generale della ASL Roma; e Massimo Montecchi, CEO di BS Company, premiato per avere scelto di investire in Calabria e per aver trasformato questa scelta in nuove opportunità di crescita.

Il ricordo di Emanuele Giacoia e la ricerca sul futuro

La memoria ha avuto un ruolo importante nel corso della serata con il Premio Alveare alla memoria di Emanuele Giacoia, istituito quattro anni fa per volontà di Francesco Napoli.

Lo sguardo è stato però anche rivolto alla ricerca e alle nuove generazioni, con il riconoscimento a Emmanuel Pio Pastore, giovane ricercatore impegnato nello studio del glioblastoma attraverso l'integrazione tra biologia, bioinformatica e intelligenza artificiale.

Un esempio concreto di quella capacità di mettere insieme competenze differenti e tecnologie innovative che rappresenta uno dei messaggi centrali dell'edizione 2026.

Legalità e impegno civile

Tra i momenti più significativi della serata quello dedicato alla legalità, con il Premio Alveare assegnato a don Ennio Stamile, per il suo lungo impegno civile e per l'attività al fianco di Libera in Calabria.

A consegnare il riconoscimento è stata Marisa Manzini, sostituto procuratore generale di Catanzaro, in un momento che ha ribadito il valore della partecipazione e dell'impegno quotidiano nella costruzione di una cultura della legalità.

Le imprese e i giovani protagonisti

Il Premio ha valorizzato inoltre esperienze imprenditoriali come SAE Srl, G Mare Srl e Camping Village Punta Alice, realtà differenti tra loro ma accomunate dalla capacità di innovare, investire e generare valore.

E proprio ai giovani è stato dedicato uno spazio importante. In Calabria si è riunito infatti il Direttivo nazionale del Gruppo Giovani Imprenditori Confapi, impegnato il 10 e l'11 settembre in due giornate di formazione, confronto e networking.

Una presenza che ha rafforzato il messaggio lanciato da Francesco Napoli nel corso della serata: il futuro della Calabria passa anche dalla capacità di offrire alle nuove generazioni opportunità concrete per restare, investire e fare impresa sul territorio.

Un alveare di relazioni per il futuro

L'XI edizione del Premio Alveare si chiude così con un significato che va oltre la semplice consegna dei riconoscimenti. L'idea è quella di costruire una rete capace di mettere in relazione imprese, giovani, istituzioni, professionisti, ricerca e territori.

Da Fiumefreddo Bruzio parte quindi un messaggio rivolto alla Calabria e all'Italia: il futuro non si costruisce soltanto attraverso nuove idee, ma attraverso la capacità di rigenerare ciò che esiste, innovare ciò che può cambiare e connettere chi può contribuire alla crescita.

È questa, in fondo, la filosofia dell'Alveare: tante realtà diverse, ciascuna con il proprio ruolo, chiamate a lavorare insieme per costruire valore e nuove opportunità.