Un’installazione artistica che prende forma direttamente nel Villaggio Globale di Riace, trasformandosi progressivamente anche in un laboratorio aperto ai bambini che vivono nel paese. È il progetto promosso dalla Casa della Cultura Sharo Gambino, che sceglie ancora una volta l’arte come strumento di partecipazione, incontro e inclusione.

L’opera viene realizzata coinvolgendo i più piccoli nelle diverse fasi creative. Non semplici spettatori, dunque, ma parte attiva di un percorso nel quale colori, forme e materiali diventano occasioni per avvicinarsi alle arti figurative e sperimentare concretamente il valore della creazione collettiva.

Da Betlemme a Gaza, il messaggio di Riace

Il filo conduttore dell’installazione sarà il gemellaggio con Betlemme, inserito in un racconto più ampio che richiama anche l’esperienza e il messaggio di “Riace for Gaza”. Guerra, sofferenza, pace e rinascita saranno alcuni dei temi destinati a emergere attraverso l’opera.

Una scelta fortemente simbolica per un luogo come Riace, divenuto negli anni riferimento internazionale per un modello di accoglienza e rigenerazione dei piccoli centri. L’installazione troverà spazio nell’esperienza del Villaggio Globale legata a Mimmo Lucano e a Città Futura, intrecciandosi con il lavoro culturale portato avanti dalla Casa della Cultura Sharo Gambino.

L’arte come possibilità di futuro per i borghi

Il coinvolgimento dei bambini assume anche un significato che va oltre la singola opera. L’idea è quella di avvicinare le nuove generazioni alle belle arti e immaginare la cultura come una possibile risorsa sociale ed economica per i territori.

Insegnare competenze artistiche ai ragazzi può diventare, infatti, uno strumento per creare nuove opportunità partendo dalle risorse locali, contrastando lo spopolamento e offrendo ai piccoli borghi una prospettiva differente. Da Riace arriva così un altro esperimento di comunità: l’arte non soltanto come espressione, ma come occasione di inclusione, formazione e rinascita.