Roma, 23 febbraio 2026 – “Apprezziamo la scelta del Governo italiano di proporre Maurizio Martina alla guida della FAO. Si tratta di una candidatura autorevole, che merita un sostegno unitario anche a livello europeo.”

Lo afferma Giuseppino Santoianni, presidente dell’Associazione Italiana Coltivatori (AIC), commentando l’annuncio del Vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani e del Ministro dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida, reso nel corso di un punto stampa congiunto a Bruxelles.

Una candidatura di rilievo internazionale

Secondo Santoianni, la proposta di Maurizio Martina alla guida della Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura rappresenta un passaggio di grande valore istituzionale e strategico, non solo per l’Italia ma per l’intera Unione europea.

 

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“L’eventuale nomina di Maurizio Martina segnerebbe un fatto di indubbia rilevanza storica, trattandosi della prima guida italiana nella storia della FAO e della seconda espressione europea ai vertici dell’Organizzazione – osserva Santoianni –. Il percorso professionale e istituzionale di Martina, unito alla profonda conoscenza delle dinamiche agricole e alimentari, rappresenta una garanzia di competenza, equilibrio e visione internazionale”.

Un segnale forte per l’agricoltura europea

La candidatura, sottolinea l’AIC, assume un significato particolare in una fase complessa per il settore primario, chiamato a confrontarsi con le sfide della sicurezza alimentare globale, della sostenibilità ambientale e delle tensioni geopolitiche che incidono sui mercati agricoli.

In questo contesto, l’eventuale nomina di Martina alla guida della FAO costituirebbe un segnale forte di leadership e responsabilità da parte dell’Italia, rafforzando al contempo il ruolo dell’Europa nelle politiche agricole e alimentari internazionali.

L’Associazione Italiana Coltivatori auspica pertanto un sostegno ampio e condiviso alla candidatura italiana, nella convinzione che una guida competente e radicata nell’esperienza europea possa contribuire in modo determinante al futuro dell’Organizzazione e alla tutela dei sistemi agricoli globali.