I controlli della Guardia di finanza
I controlli della Guardia di finanza

Nella mattinata odierna, i militari del Comando Provinciale di Catanzaro, insieme al Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata (S.C.I.C.O.) della Guardia di Finanza, stanno dando esecuzione a un’ordinanza di applicazione di misure cautelari personali e a un contestuale decreto di sequestro preventivo, emessi dal G.I.P. del Tribunale di Catanzaro. I provvedimenti riguardano cinque persone indagate, a vario titolo e sotto il coordinamento della Procura Distrettuale della Repubblica di Catanzaro, per i reati di associazione per delinquere finalizzata alla turbata libertà degli incanti, trasferimento fraudolento di valori, riciclaggio, autoriciclaggio, reimpiego di denaro di provenienza illecita e truffe aggravate in materia di politica agricola comune, finalizzate all’ottenimento di contributi pubblici a fondo perduto. Contestualmente sono in corso numerose perquisizioni locali.

L’attività investigativa

Gli articolati approfondimenti condotti dagli specialisti del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria/G.I.C.O. di Catanzaro e dello S.C.I.C.O. hanno consentito di ricostruire l’attività di un presunto sodalizio criminale catanzarese, che avrebbe operato sia per conseguire profitti direttamente, sia attraverso numerose società, di persone e di capitali, attive principalmente nei settori immobiliare e agricolo. Secondo l’ipotesi investigativa, tali società sarebbero state fittiziamente intestate a coniugi, compagne, persone di fiducia e prestanomi. Il gruppo si sarebbe inoltre attivato, nell’ambito di alcune procedure esecutive e fallimentari, per favorire soggetti ritenuti di particolare spessore criminale. Le indagini avrebbero inoltre fatto emergere una rete di società direttamente o indirettamente riconducibili ai promotori del sodalizio, coinvolte in una serie di condotte illecite legate alla turbata libertà degli incanti nel settore immobiliare e delle aste, nonché nella gestione di aziende agricole formalmente riconducibili a imprenditori agricoli che, secondo gli investigatori, sarebbero stati meri intestatari fittizi e avrebbero partecipato sistematicamente a bandi pubblici per ottenere contributi a fondo perduto.

Arresti e sequestri per oltre 36 milioni di euro

L’ordinanza del G.I.P. del Tribunale di Catanzaro ha disposto la custodia cautelare in carcere per due soggetti originari delle province di Reggio Calabria e Vibo Valentia, nei cui confronti è stata riconosciuta l’aggravante del metodo mafioso, mentre per tre persone del Catanzarese – due imprenditori e un avvocato – sono stati disposti gli arresti domiciliari. Il provvedimento prevede inoltre il sequestro preventivo, finalizzato anche alla confisca per equivalente, di somme di denaro per un valore complessivo di circa 2,5 milioni di euro, nelle province di Catanzaro, Reggio Calabria, Crotone e Arezzo. Sono state inoltre sottoposte a sequestro preventivo 15 persone giuridiche operanti nel settore agricolo nella provincia di Catanzaro, per un valore stimato di circa 1,6 milioni di euro, e 398 immobili, tra fabbricati e terreni, situati nelle province di Catanzaro, Reggio Calabria e Pisa, per un valore complessivo stimato in circa 32,6 milioni di euro.

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