Un progetto colossale che palleggia tra realtà e fantasia, è il Ponte sullo Stretto, tanto conclamato nelle propagande politiche che torna ad essere tema attuale, riproponendo un'opera che ha tutto il sapore dell'antica mitologia che inquadra il racconto dello stretto tra Calabria e Sicilia. Un disegno infrastrutturale da 3,3 km, con un impalcato di 3,6 km e con un traffico stimato in 6mila veicoli all’ora e 200 treni al giorno. Un disegno che centra a pieno la difficoltà nel realizzarlo.


Eppure sembrerebbe che uno squarcio di speranza per questa congiunzione ci sia. E' stato approvato in Consiglio dei Ministri - infatti - il Decreto-legge che introduce disposizioni urgenti per la realizzazione del collegamento stabile tra Sicilia e Calabria.


Le misure contenute nel decreto puntano ad accelerare il riavvio della procedura di progettazione esecutiva, che è stato fissato entro i 31 luglio 2024 il progetto esecutivo dell’opera.


Tra soldi sperperati e progetti andati in fumo, quest'opera porta sulle spalle una storia che recede nel lontano 1800, quando fu dato l'incarico ad un tecnico di studiare una soluzione che avesse potuto unire la Sicilia alla Calabria. Un'idea che crollò con il terremoto del 1908, dove le città di Reggio Calabria e Messina furono gravemente danneggiate. In questi anni tante furono le proposte, che tennero in considerazione anche la possibilità di un ponte sottomarino o un ponte sospeso ce permettesse il transito delle navi. Anni dopo intervenne anche il Politecnico di Milano per l'ennesimo progetto, morto anch'esso poco dopo.

Nei primi anni del 2000, durante il terzo governo di Berlusconi, la Direzione Investigativa Antimafia allertò il Parlamento che su quel progetto colossale c’era un’inchiesta. Tra il 2001 e il 2005, infatti, la società Impregilo vinse la gara d'appalto per 5,88 miliardi di euro non materializzando - però - nessun ponte.

Forse l'unica occasione di concretizzare realmente quell'idea avvenne nel 2011, ma fu l’Europa a spezzare quel disincanto, non includendo il progetto tra le opere pubbliche da finanziare e lasciando - così - che quel progetto venne accantonato.

Un iter tanto lungo quanto tortuoso, che ha dovuto spesso oltrepassare spigoli politici ed economici, battaglie d'interessi che hanno visto questo progetto ripescarsi e sgretolarsi in base alle mani che gestivano il Paese. Tra ammirazione e disprezzo, adesso quell'idea di 'opera colossale' ritorna in campo, con la speranza di un risvolto concreto.