Cronaca, Politica, Vibo Valentia

Stop del MiBACT al parco eolico Primus nelle Preserre

 

Riceviamo e pubblichiamo:

Ogni tanto, da Roma arrivano buone notizie anche per la Calabria. Quella di oggi riguarda le Preserre, territorio tra i meno conosciuti di una regione che, quando si parla di economia e di sviluppo, deve sempre fare i conti con l’ombra (e spesso qualcosa di più tangibile) delle infiltrazioni criminali nell’imprenditoria legale, specialmente se molto florida. Infiltrati o meno, i pochi settori che in Calabria muovono milioni di euro trovano le porte spalancate negli Uffici regionali, responsabili di paradossi di cui la classe politica, per non minare i propri consensi, non si assume la paternità: è il caso, tra le altre, della proliferazione incontrollata degli impianti di produzione di energie rinnovabili.

Nonostante che la Calabria già ‘vanti’ un surplus del 170% rispetto al proprio fabbisogno, ogni giorno spuntano nuovi parchi eolici, centrali a biomassa, impianti fotovoltaici che puntualmente aggrediscono, deturpano e divorano i territori più incontaminati, i paesaggi più suggestivi, contendendo suolo alle discariche per rifiuti di ogni sorta in un’assurda gara, con il miraggio dell’arricchimento facile agitato scaltramente davanti al disagio socio-economico dei residenti, a fiaccarne la tenue resistenza. Il grande affare degli incentivi statali ad attività tutt’altro che sostenibili attrae in Calabria gli operatori economici del settore come un magnete, data la facilità con cui si vedono rilasciare i necessari permessi.

Ma qualcosa –poco – dipende ancora dai Ministeri competenti in tema di ambiente e di paesaggio, Ministeri che ogni tanto riescono a sorprenderci anteponendo l’interesse collettivo ai quotidiani compromessi con l’imprenditoria sana non meno che con quella affaristico-mafiosa. Così, anche se sulle pagine dedicate del MiBACT (https://www.beniculturali.it/provvedimenti-via) e del MATTM (https://va.minambiente.it/it-IT/Procedure/ProcedureInCorso/ElencoVIA) l’istruttoria tecnica avviata il 7 ottobre 2019 per il parco eolico della PRIMUS S.r.l. di Catanzaro risulta ancora in corso, dal 12 agosto u.s. una nota di ben 20 pagine a firma del Direttore generale Archeologia Belle Arti e Paesaggio del Ministero Beni Culturali nega, con molti e robusti argomenti, il parere favorevole all’istanza di VIA per i 23 aerogeneratori che il progetto vorrebbe installare in agro di Pizzoni, Simbario, S. Nicola da Crissa, Vallelonga, Vazzano (e Serra San Bruno per opere di connessione), tutti in provincia di Vibo, e di Torre di Ruggero nel Catanzarese. Era stato il Ministero dell’Ambiente, a gennaio 2020, a sollecitare la Direzione Generale ABAP ad esprimere un parere, dopo quello della Commissione tecnica di verifica dell’impatto ambientale Via e VAS di dicembre 2019. E il parere, argomentatissimo, è arrivato.

Certo, non è finita qui, perché la Primus S.r.l. ha facoltà di ricorrere entro 10 giorni dal ricevimento della comunicazione, e forse l’ha già fatto. Le vallate della Lacina, però, già deturpate da precedenti installazioni di torri eoliche, potrebbero scampare ad un ulteriore incremento di aerogeneratori che i Comuni coinvolti e la Regione non hanno inteso in alcun modo frenare, nonostante le proteste dei cittadini più sensibili. Ancora più importante, l’esempio di un’istruttoria condotta con serietà nei due Ministeri che hanno cura del territorio, intervenuti a difesa dei suoi valori ambientali e culturali, potrebbe fare scuola… evitando che altre aree della Calabria siano svendute al miglior offerente in nome di un profitto altissimo ma riservato a pochi che presuppone un danno collettivo irreparabile

Margherita Corrado (M5S Senato – Commissioni “Antimafia” e “Cultura”)

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