Dieta sana sempre più costosa, in Italia supera i 200 euro al mese e pesa di più al Sud
Uno studio nazionale evidenzia rincari fino al 20% e forti differenze territoriali. I costi aumentano con l’età e nelle stagioni calde
Seguire una dieta sana e sostenibile in Italia è sempre più oneroso e presenta forti differenze nel tempo e nello spazio. È quanto emerge da uno studio scientifico pubblicato sulla rivista Quality & Quantity, che analizza l’andamento dei prezzi dei panieri alimentari ispirati alla dieta mediterranea tra il 2021 e il 2024. La ricerca, basata su oltre 326 mila rilevazioni di prezzo in 107 province italiane, evidenzia un aumento generalizzato dei costi, con valori che in alcuni casi superano i 200 euro mensili.
Costi in aumento e differenze tra le fasce di popolazione
Il costo della dieta varia in base all’età e al fabbisogno calorico. Gli uomini adulti risultano la categoria più penalizzata, con una spesa che nei mesi primaverili ed estivi supera stabilmente i 200 euro al mese, mentre in inverno si attesta tra i 150 e i 160 euro. Anche per le donne adulte si registra un aumento significativo, con valori che arrivano a circa 208 euro nei mesi caldi.
Per gli anziani, la spesa si colloca su livelli intermedi, mentre per adolescenti e bambini i costi risultano più contenuti, pur mostrando un incremento significativo nel triennio. Fa eccezione la fascia dei bambini piccoli, per i quali la spesa è più elevata nei mesi invernali rispetto a quelli estivi.
Un aumento generalizzato vicino al 20%
Lo studio evidenzia come tutte le categorie abbiano registrato un incremento dei costi compreso tra il 19% e il 25% nell’arco di tre anni. Un dato che riflette l’impatto dell’inflazione e dell’aumento dei prezzi dei prodotti alimentari, rendendo sempre più difficile l’accesso a un’alimentazione equilibrata, soprattutto per le famiglie con minori disponibilità economiche.
Differenze territoriali tra Nord e Sud Italia
Un aspetto rilevante riguarda le disparità geografiche. I prezzi medi e massimi risultano generalmente più elevati nelle province del Nord, mentre al Sud si registrano spesso prezzi minimi più alti. Una dinamica che potrebbe essere legata alla minore presenza della grande distribuzione organizzata in alcune aree meridionali, dove la concorrenza è più limitata e le economie di scala incidono meno sulla riduzione dei prezzi.
Stagionalità e accesso al cibo sano
L’analisi evidenzia inoltre un andamento stagionale ben definito: i costi tendono ad aumentare nei mesi primaverili ed estivi per quasi tutte le fasce di popolazione, ad eccezione dei bambini piccoli. Questo rende ancora più evidente come l’accesso a una dieta sana non sia uniforme e dipenda da variabili economiche, territoriali e stagionali.
Il tema dell’accessibilità alimentare
I risultati dello studio pongono l’attenzione sulla necessità di politiche mirate e strumenti di monitoraggio efficaci, soprattutto a tutela delle fasce più vulnerabili. Garantire l’accesso a un’alimentazione sana e sostenibile rappresenta infatti una sfida centrale, che coinvolge non solo la salute pubblica ma anche le disuguaglianze sociali e territoriali presenti nel Paese.