Agguato a Cassano, ucciso Giuseppe Scorza: si cercano i killer
Il commando sarebbe stato composto da due uomini con caschi integrali. Ferito anche un 50enne, mentre Libera lancia l’allarme sulla criminalità
Sarebbero state due le persone entrate in azione nell’agguato avvenuto ieri mattina a Lauropoli, frazione di Cassano allo Ionio, nel Cosentino, costato la vita al 36enne Giuseppe Scorza e nel quale è rimasto ferito il cinquantenne Renato Elia. Secondo quanto sarebbe emerso dall’analisi delle immagini di una telecamera privata, i presunti componenti del commando avrebbero indossato caschi integrali per nascondere il volto. Gli investigatori, al momento, non confermano né smentiscono questa ricostruzione. L’episodio si è verificato nei pressi del magazzino utilizzato come ufficio da una società impegnata nei servizi di pulizia e manutenzione del verde pubblico. Proprio lì Scorza ed Elia si trovavano per organizzare le squadre di lavoro e programmare gli interventi sul territorio.
Elia resta ricoverato, attesa per l’autopsia
Fin dalle prime ore successive alla sparatoria si è fatta strada l’ipotesi che Scorza fosse il principale obiettivo dell’azione criminale. Intanto restano riservate le condizioni di Renato Elia, trasferito d’urgenza all’ospedale di Castrovillari, dove è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico per l’asportazione della milza. Il suo quadro clinico viene descritto in lieve miglioramento, anche se la prognosi non è ancora stata sciolta. La salma di Giuseppe Scorza è stata trasferita all’Azienda ospedaliera-universitaria “Dulbecco” di Catanzaro, dove sarà effettuato l’esame autoptico. Le indagini sono condotte dai Carabinieri della Compagnia di Cassano allo Ionio e coordinate dalla Procura di Castrovillari, guidata da Alessandro D’Alessio. Tra le ipotesi al vaglio c’è anche un eventuale passaggio del fascicolo alla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro.
Libera: “Ora basta, non vogliamo morire di ’ndrangheta”
L’omicidio ha provocato una forte reazione nella comunità locale. Il presidio “Fazio Cirolla” di Libera ha lanciato un appello alla cittadinanza, alle associazioni, alle istituzioni e alla Chiesa affinché si costruisca una risposta comune contro la criminalità. La referente Mara Vincenzi ha posto alcune domande sul rapporto tra territorio, criminalità e presenza dello Stato, definendo l’agguato una ferita profonda per la comunità e richiamando tutti alla responsabilità. Il presidio ha espresso sostegno alle Forze dell’ordine e alla Magistratura, invitando i cittadini a non cedere alla rassegnazione e a ricostruire una rete sociale capace di contrastare gli spazi lasciati alla criminalità organizzata. Vincenzi ha inoltre dichiarato la disponibilità di Libera a collaborare alla costruzione di una risposta concreta, condividendo le prese di posizione del vescovo Francesco Savino, del sindaco Gianpaolo Iacobini e della presidente del Consiglio comunale Sofia Maimone.