Il sindaco Mario Russo: «Scalea ha ricominciato a progettare il futuro»
Il primo cittadino traccia il bilancio del primo anno di amministrazione: oltre 9 milioni di euro intercettati, ambiente, infrastrutture, turismo e il progetto dell’aviosuperficie. E sui giovani: «Non chiediamo loro di restare. Dobbiamo dare loro la

È passato più di un anno dall’insediamento della nuova amministrazione guidata da Mario Russo, tornato alla guida del Comune di Scalea dopo una precedente esperienza da sindaco. Un ritorno accompagnato da una forte responsabilità e dalla volontà dichiarata di rilanciare la città, affrontando anche questioni strutturali come la gestione delle entrate e la riscossione dei tributi. A distanza di questo primo periodo, è dunque possibile tracciare un primo bilancio del lavoro svolto, ma anche guardare alle prospettive di una città che vive una fase importante del proprio percorso amministrativo.
Sindaco Russo, è trascorso oltre un anno dal vostro insediamento: quale bilancio sente di poter tracciare di questa prima fase di governo della città? Quali sono i risultati che ritiene più importanti e, soprattutto, quali sono le questioni sulle quali Scalea dovrà concentrare maggiormente il proprio impegno nei prossimi anni?
Quando sono tornato alla guida di Scalea, dopo quindici anni, sapevo bene quale responsabilità assumevo. Ma sapevo anche che questa città aveva bisogno di tornare a programmare, intercettare risorse e guardare al futuro. Oggi possiamo tracciare un primo bilancio partendo dai fatti. In poco più di un anno abbiamo intercettato oltre 9 milioni di euro per interventi strategici: 2,5 milioni per la fascia frangivento, quasi 3 milioni per l'efficientamento degli edifici scolastici, oltre 850 mila euro per il Palazzo comunale, 150 mila euro per la viabilità di Bocca della Giara e 950 mila euro per un nuovo asilo nido. Dietro queste cifre ci sono scuole, servizi alle famiglie, sicurezza, strade e patrimonio pubblico. Perché un finanziamento diventa davvero un risultato quando si trasforma in un'opera e migliora concretamente la vita delle persone. Sul fronte ambientale siamo riusciti a recuperare un'opportunità di finanziamento che era andata perduta per la bonifica dell'ex discarica di Piano dell'Acqua. Oggi abbiamo oltre 1,8 milioni di euro, una convenzione con la Regione e un percorso già avviato per affrontare finalmente una ferita ambientale rimasta aperta per troppo tempo. Considero poi strategico il lavoro sull'aviosuperficie. Dopo aver ottenuto quasi 1,9 milioni di euro dalla Regione per il suo efficientamento, con l'accordo sottoscritto con ENAC, ENAC Servizi e Regione Calabria abbiamo avviato il percorso per trasformarla in aeroporto territoriale e inserirla nella Regional Air Mobility. È un progetto che va ben oltre i confini comunali: significa collegamenti, turismo, investimenti e sviluppo. Scalea può diventare una vera porta di accesso alla Riviera dei Cedri e all'intero Alto Tirreno cosentino. Grande attenzione stiamo dedicando anche alla gestione dei rifiuti, attraverso un'importante azione di sensibilizzazione sulla raccolta differenziata che parte dalle scuole e coinvolge cittadini e attività commerciali. Perché la qualità ambientale non dipende soltanto dai servizi: richiede la partecipazione e la responsabilità di tutta la comunità. Parallelamente abbiamo lavorato sulla gestione delle entrate e sulla riscossione, partendo da un principio di equità: tutelare chi rispetta le regole e mettere il Comune nelle condizioni di garantire servizi migliori. I primi risultati sono visibili anche sulla TARI, con riduzioni che hanno interessato i cittadini e, in maniera significativa, diverse attività economiche. Stiamo inoltre costruendo una prospettiva di sviluppo che vada oltre la stagione estiva. Abbiamo avviato con gli operatori un Piano di Marketing Turistico Strategico pluriennale e investito sulla cultura come elemento di identità e attrattività: dallo sblocco di Palazzo dei Principi Spinelli alla valorizzazione di Torre Talao, fino alla programmazione stabile di “Visioni d'Autore – Scalea Cultura”. Se dovessi individuare il filo che lega tutto questo, direi che Scalea ha ricominciato a progettare e a pensare in grande. Questo non significa che tutti i problemi siano risolti. Manutenzione, decoro, viabilità, ambiente e servizi richiedono un impegno quotidiano e sappiamo che dobbiamo continuare a fare meglio. Ma amministrare significa proprio questo: affrontare i problemi di oggi senza rinunciare a costruire la città di domani. La sfida adesso è trasformare quanto abbiamo programmato e avviato in opere concluse, servizi e nuove opportunità. Non ci interessa semplicemente arrivare alla fine del mandato: vogliamo lasciare una Scalea più forte, più moderna, più attrattiva e capace di offrire maggiori opportunità a chi la vive, a chi vi investe e a chi la sceglie.
Lei ha una lunga esperienza politica e amministrativa: come si può oggi riavvicinare i giovani alla politica? E cosa possono fare le istituzioni, a partire dai Comuni, per restituire alle nuove generazioni la voglia di partecipare, di impegnarsi e magari anche di mettersi direttamente al servizio della propria comunità?
Credo che prima di chiedere ai giovani perché si siano allontanati dalla politica, la politica dovrebbe chiedersi perché non sia più riuscita a farsi sentire utile nelle loro vite. Il mondo è cambiato e sarebbe un errore pensare di coinvolgerli con gli stessi linguaggi e gli stessi strumenti del passato. I giovani non hanno bisogno che qualcuno dica loro che devono partecipare: hanno bisogno di vedere che partecipare serve, che un'idea può diventare una scelta e che il loro contributo può produrre un cambiamento reale. I Comuni, da questo punto di vista, hanno una responsabilità enorme perché sono l'istituzione più vicina alla vita delle persone. È qui che la politica smette di essere qualcosa di astratto e diventa la scuola, lo spazio pubblico, l'ambiente, la cultura, lo sport, la qualità della comunità in cui si vive. Per questo abbiamo avviato il percorso delle Consulte comunali, creando luoghi nei quali cittadini, associazioni e ragazzi possano portare idee, confrontarsi con l'Amministrazione e contribuire alle scelte. E abbiamo scelto di dare responsabilità anche a una generazione molto giovane all'interno della nostra stessa Amministrazione. Non come operazione d'immagine, ma perché credo nel rapporto tra esperienza e nuove energie. Dopo tanti anni di politica e di amministrazione ho maturato una convinzione: l'esperienza ha valore soprattutto quando diventa qualcosa che puoi mettere a disposizione degli altri. Chi ha percorso più strada non deve occupare tutto lo spazio, ma contribuire ad aprirne di nuovo. C'è poi una questione che riguarda in modo particolare noi amministratori del Sud. Non possiamo continuare a dire ai nostri ragazzi: "Restate perché questa è la vostra terra". Le radici sono importanti, ma da sole non bastano. L'amore per la propria terra non può diventare una condanna. Se vogliamo che restino, dobbiamo dare loro la possibilità di scegliere di restare. Significa creare condizioni per il lavoro e l'impresa, investire nella formazione, nella cultura, nello sport e nell'innovazione, migliorare i collegamenti e rendere i nostri territori luoghi nei quali sia possibile immaginare e costruire il proprio futuro. Ma una responsabilità appartiene anche ai giovani. A loro direi: non lasciate che siano sempre gli altri a decidere il luogo nel quale vivrete e la comunità nella quale crescerete. Fatevi sentire. Criticateci quando è necessario, proponete alternative, mettete in campo le vostre idee. E se pensate che la politica non vi rappresenti, provate anche a cambiarla. Perché una comunità che perde i propri giovani non perde soltanto abitanti. Perde idee, energie e futuro. E nessuna città può permetterselo.