Nell’epoca dei messaggi istantanei e delle fotografie condivise in tempo reale sui social, a Gerace c’è ancora chi sceglie il fascino della scrittura a mano. Nel borgo medievale del Reggino, tra vicoli in pietra, scorci sulla Locride e antiche chiese, le cartoline stanno vivendo una piccola rinascita. A preferirle sono soprattutto i visitatori stranieri, che acquistano le immagini del centro storico per spedire un saluto a familiari e amici. Un gesto semplice, quasi d’altri tempi, che conserva però il valore di un ricordo materiale legato al viaggio.

Le immagini più richieste raccontano il cuore di Gerace

Le cartoline più vendute riproducono alcuni dei luoghi simbolo del borgo: le stradine medievali, i panorami sulla costa ionica e soprattutto la monumentale Basilica Concattedrale di Santa Maria Assunta, costruita in epoca normanna tra l’XI e il XII secolo. La storia di Gerace è strettamente legata a quella dell’antica Locri Epizefiri, una delle principali città della Magna Grecia. Il titolare dell’unica rivendita presente in piazza del Tocco conferma il ritorno d’interesse per questo oggetto ormai considerato vintage: molti turisti, in particolare stranieri, si fermano per acquistare le cartoline e scegliere quelle che meglio rappresentano il borgo.

Dall’ufficio postale partono decine di cartoline al giorno

A sostenere questa riscoperta contribuisce anche il vicino ufficio postale. La direttrice Enza Parisi racconta che, soprattutto nei periodi di maggiore affluenza turistica, cresce sensibilmente la richiesta di francobolli. In alcune giornate dagli sportelli partono anche 30 o 40 cartoline, alle quali si aggiungono quelle imbucate nella cassetta postale situata davanti all’ufficio. Numeri che raccontano una piccola controtendenza: mentre la comunicazione corre sempre più veloce, a Gerace c’è ancora chi preferisce affidare un ricordo a poche parole scritte a mano e a un’immagine destinata a viaggiare lentamente.