Inchiesta Teorema, la Cassazione annulla con rinvio l’ordinanza per Fabio Manica
Accolto il ricorso presentato dai difensori dell’ex vicepresidente e presidente facente funzioni della Provincia di Crotone

La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio l’ordinanza cautelare nei confronti di Fabio Manica, ex vicepresidente e, in una fase, presidente facente funzioni della Provincia di Crotone, coinvolto nell’inchiesta “Teorema” della Procura crotonese su un presunto sistema di affidamenti e appalti pilotati all’interno dell’ente provinciale. La decisione è arrivata nella tarda serata di ieri, dopo il ricorso presentato dagli avvocati Francesco Gambardella e Roberto Coscia. La Suprema Corte ha disposto l’annullamento dell’ordinanza con rinvio a un diverso collegio del Tribunale del Riesame, che sarà quindi chiamato a pronunciarsi nuovamente sui punti indicati dalla Cassazione. Manica era stato arrestato lo scorso aprile nell’ambito dell’operazione, mentre successivamente la misura era stata attenuata con la concessione degli arresti domiciliari. Il Tribunale del Riesame aveva in precedenza confermato la custodia cautelare disposta dal gip.
Contestato dalla difesa il quadro indiziario
Il ricorso dei legali si è concentrato soprattutto sulla gravità indiziaria posta alla base delle contestazioni. Secondo la linea difensiva, alcune delle conversazioni intercettate e gli altri elementi raccolti durante le indagini non sarebbero stati sufficienti a sostenere, nella forma prospettata dall’accusa, il quadro indiziario necessario per le ipotesi di reato contestate. Nell’inchiesta, a Manica e agli altri indagati vengono attribuite, a vario titolo, ipotesi che comprendono associazione per delinquere, corruzione, falso in atto pubblico, truffa e frode nelle pubbliche forniture. Secondo la ricostruzione della Procura, gli affidamenti sarebbero stati indirizzati verso determinati professionisti e imprese e una parte delle somme sarebbe successivamente rientrata nella disponibilità del presunto gruppo. Si tratta di accuse ancora sottoposte al vaglio giudiziario. La difesa non ha invece incentrato il ricorso sulle esigenze cautelari, scegliendo di concentrare le proprie argomentazioni sulla consistenza degli indizi e sulla qualificazione giuridica delle condotte contestate.
La tesi alternativa prospettata dai legali
Gli avvocati Gambardella e Coscia hanno sostenuto che, alla luce degli elementi raccolti, le condotte attribuite a Manica non avrebbero assunto i contorni delle fattispecie ipotizzate dalla Procura. In particolare, la difesa ha posto l’attenzione sugli incarichi assegnati a società e professionisti che, secondo la ricostruzione investigativa, sarebbero stati riconducibili anche all’attività professionale dello stesso Manica, architetto. Su questo punto i legali hanno prospettato una diversa lettura giuridica dei fatti, contestando l’impianto utilizzato per sostenere le accuse più gravi. Sono stati inoltre sollevati vizi formali dell’ordinanza, con una richiesta complessiva di annullamento del provvedimento.
Il procuratore generale aveva chiesto il rigetto
Nel corso dell’udienza davanti alla Cassazione, il procuratore generale aveva chiesto il rigetto del ricorso, mentre i difensori di Manica avevano insistito per l’annullamento. La Corte ha infine accolto la richiesta della difesa, disponendo l’annullamento con rinvio dell’intera ordinanza cautelare. L’annullamento con rinvio non equivale a un proscioglimento dalle accuse e non chiude il procedimento: significa che il provvedimento dovrà essere nuovamente esaminato dal Tribunale del Riesame, in diversa composizione, alla luce delle indicazioni che saranno contenute nelle motivazioni della Cassazione.
L’inchiesta Teorema sugli appalti della Provincia
L’operazione “Teorema” era scattata nella primavera scorsa e riguarda un presunto sistema di affidamenti pilotati nell’ambito della Provincia di Crotone, in particolare nel settore dell’edilizia scolastica. Le indagini della Guardia di finanza, coordinate dalla Procura, hanno coinvolto complessivamente una ventina di persone. A luglio il gip di Crotone aveva inoltre disposto il giudizio immediato per cinque imputati, tra cui lo stesso Manica, con udienza fissata per il 14 ottobre 2026 La decisione della Cassazione apre adesso un nuovo passaggio sul fronte cautelare, mentre resta distinto il percorso del procedimento penale nel quale le responsabilità dovranno essere accertate nel contraddittorio tra accusa e difesa.