Si chiude un ciclo virtuoso di inclusione: terminano i progetti “Dopo di Noi” negli Ambiti Territoriali di Crotone e Cosenza
L’appello per la continuità delle risorse: investire nell’autonomia significa costruire welfare territoriale e occupazione qualificata
Si conclude con un bilancio positivo l’esperienza dei progetti “Mettiamo su Casa” e “Il Fiore di Mandorlo”, realizzati negli Ambiti Territoriali Sociali di Crotone e Cosenza grazie ai fondi della Legge 112/2016 sul “Dopo di Noi”. A tracciarne i risultati è l’associazione Gli altri siamo noi, soggetto attuatore degli interventi, che chiude una fase progettuale capace di incidere concretamente sui percorsi di vita di persone con disabilità e delle loro famiglie.
Percorsi di autonomia e autodeterminazione
I due progetti hanno coinvolto complessivamente 20 persone con disabilità del neurosviluppo, accompagnandole in percorsi strutturati verso l’autodeterminazione, l’autonomia abitativa e l’emancipazione progressiva dal nucleo familiare. Un’esperienza che ha trasformato un principio normativo in pratiche quotidiane di inclusione reale.
Un investimento concreto sul territorio
L’investimento economico è stato significativo: oltre 184.000 euro di fondi pubblici, integrati da un cofinanziamento di circa 37.500 euro tra risorse proprie e prestazioni volontarie. Le risorse hanno alimentato un ecosistema di competenze che ha coinvolto psicologi, educatori professionali, assistenti sociali e operatori sociosanitari.
Complessivamente, sono state realizzate più di 4.700 ore di intervento specialistico, dedicate allo sviluppo di autonomie quotidiane, competenze prelavorative e alla costruzione di una piena consapevolezza del proprio essere adulti.
“Mettiamo su Casa” e “Il Fiore di Mandorlo”: due esperienze complementari
Il progetto “Mettiamo su Casa”, attivo nell’Ambito Territoriale di Crotone da luglio 2024 a dicembre 2025, ha seguito 16 giovani adulti attraverso percorsi psicoeducativi, laboratori di vita indipendente e prime esperienze di esplorazione del mondo del lavoro.
Parallelamente, “Il Fiore di Mandorlo” ha accompagnato 4 persone nell’Ambito di Cosenza, consolidando competenze di vita domestica e comunitaria attraverso metodologie inclusive, partecipate e centrate sulla persona.
Un ecosistema economico e sociale da preservare
Oltre al valore umano e sociale per i beneficiari diretti e per le loro famiglie – finalmente sostenute nell’affrontare la delicata transizione verso l’autonomia – questi interventi rappresentano anche un importante volano economico per il territorio.
La rete di professionisti coinvolti costituisce un patrimonio di competenze e occupazione qualificata che rischia di disperdersi in assenza di una continuità programmatica e di una visione strutturale del welfare.
Il rischio di un duplice fallimento
La disabilità grave e la non autosufficienza non possono essere affrontate con risposte episodiche. L’interruzione di questi percorsi rappresenterebbe un duplice fallimento:
sociale, perché annullerebbe conquiste personali costruite con anni di lavoro;
economico, perché disperderebbe competenze professionali e opportunità occupazionali in un settore strategico per lo sviluppo del welfare territoriale.
L’appello per una programmazione strutturale
Per l’associazione Gli altri siamo noi, la conclusione di questa fase progettuale non può trasformarsi in un punto di arrivo. Il percorso verso un’inclusione autentica richiede investimenti strutturali e programmazioni pluriennali, capaci di consolidare i risultati raggiunti, garantire prospettive di vita dignitose e durature e preservare quella rete di operatori che rappresenta l’infrastruttura umana del sistema di protezione sociale.