I fusilli calabresi fatti a mano, simbolo di una tradizione che unisce generazioni
Dalla pazienza delle nonne ai nuovi laboratori artigianali, la pasta al ferretto resta uno dei gesti più autentici della cultura culinaria calabrese
In Calabria, l’arte di preparare la pasta fatta in casa non è semplice cucina: è memoria, identità e cultura di comunità. Tra i formati che più rappresentano questa tradizione ci sono i fusilli calabresi, realizzati con pochi ingredienti — semola di grano duro e acqua — e plasmati a mano, seguendo gesti tramandati di generazione in generazione. L’impasto, lavorato a lungo fino a ottenere una massa compatta, viene poi tolto dalla spianatoia e fatto “rotolare” su un ferretto o un bastoncino di giunco, per creare piccoli cilindri cavi che diventeranno pasta una volta cotti.
Prepararli richiede tempo e pazienza, due qualità tipiche delle cucine rurali calabresi, ma significa anche lentezza, convivialità, attesa. Durante la preparazione, la casa si riempie di profumo di farina e di sugo, mentre intorno alla tavola si riuniscono familiari, amici e vicini. È un rito collettivo che unisce generazioni e mantiene vivo il legame con la terra e le radici.
Dal gusto rustico al piatto della domenica
I fusilli calabresi fatti in casa hanno una consistenza rustica e porosa, perfetta per accogliere sughi corposi e saporiti. Il più tradizionale è il ragù di carne o di salsiccia, preparato lentamente, spesso arricchito con un tocco di peperoncino o con la celebre ’nduja. Ma non mancano varianti più leggere con verdure di stagione, pomodoro fresco e formaggi locali.
In molte famiglie calabresi la domenica è ancora il giorno della pasta fatta a mano. Preparare i fusilli è un gesto che si ripete da secoli, simbolo di ospitalità e tradizione contadina, di un modo di vivere semplice ma autentico. Ogni famiglia conserva una propria versione della ricetta, un piccolo segreto che si tramanda come un tesoro. È il gusto del tempo lento, della festa e dell’attesa che accompagna ogni piatto condiviso.
Una tradizione che resiste e si rinnova
Nonostante i ritmi moderni e la diffusione della pasta industriale, la tradizione dei fusilli fatti a mano resiste nei borghi dell’entroterra calabrese, grazie alla memoria delle nonne e alla passione di chi ha scelto di non dimenticare. In molte zone, soprattutto nel Cosentino e nel Vibonese, si organizzano sagre e laboratori artigianali per insegnare ai più giovani la tecnica del “ferretto”, trasformando un gesto antico in esperienza culturale.
Oggi alcuni pastifici locali hanno recuperato il metodo tradizionale, adattandolo a una produzione sostenibile e di qualità, contribuendo così a preservare un patrimonio che è insieme gastronomico e identitario. I fusilli calabresi non sono solo un alimento: raccontano la storia di una regione orgogliosa, che nella semplicità dei suoi piatti ritrova il sapore autentico delle origini.
Con un piatto di fusilli appena fatti, conditi con sugo profumato e una spolverata di pecorino, si assapora più di un gusto: si riscopre il valore della tradizione, della famiglia e del tempo condiviso, elementi che rendono la Calabria una delle custodi più genuine della cultura gastronomica italiana.