Protesta degli agricoltori a Cosenza
Protesta degli agricoltori a Cosenza

Dalle strade del Vibonese alla rotatoria dell'aeroporto di Lamezia Terme, fino ai presìdi nel Cosentino. La protesta degli agricoltori calabresi non si ferma e arriva nel cuore di Cosenza, dove oggi, venerdì 9 ottobre, è iniziato un presidio permanente in piazza Europa. Una mobilitazione che, dopo giorni di blocchi, cortei di trattori e manifestazioni contro il caro carburanti, punta ad allargare il fronte della protesta coinvolgendo direttamente lavoratori, commercianti e cittadini. L'iniziativa, promossa da La Base Cosenza con la partecipazione di agricoltori e rappresentanti sindacali, ha preso il via alle ore 14. Per le 18 è stata convocata un'assemblea cittadina, con l'obiettivo di discutere le rivendicazioni e coinvolgere anche chi non appartiene direttamente al settore agricolo. Sulla locandina campeggia uno slogan che sintetizza il malessere dei manifestanti: «Ora basta, non riusciamo più a campare». Al centro della protesta non c'è soltanto il prezzo del gasolio, ma anche l'aumento delle bollette, il costo della spesa e le difficoltà economiche che interessano famiglie e attività produttive.

«Non è soltanto la nostra battaglia, i cittadini devono capirlo»

È proprio questo il messaggio emerso tra gli agricoltori del Comitato Agricoltori Bruzi, i rappresentanti del sindacato USB e dell'associazione La Base. I manifestanti insistono sulla necessità di superare l'idea che la mobilitazione riguardi esclusivamente chi lavora nei campi. L'aumento dei costi agricoli, spiegano, rischia di ripercuotersi sull'intera filiera alimentare e, di conseguenza, sui prezzi pagati dai consumatori. Il ragionamento è semplice: se produrre, coltivare, allevare e trasportare costa sempre di più, le conseguenze economiche non rimangono necessariamente circoscritte alle imprese agricole. Possono arrivare fino agli scaffali dei supermercati e alle tavole delle famiglie. Per questo i rappresentanti della protesta chiedono una partecipazione più ampia, sottolineando come la difesa dell'agricoltura e del potere d'acquisto dei cittadini siano questioni strettamente collegate.

Protesta degli agricoltori a Cosenza
Protesta degli agricoltori a Cosenza

I 15 milioni della Regione non convincono: «Neanche 100 euro a testa»

Particolarmente dura la posizione espressa dai manifestanti nei confronti dello stanziamento di 15 milioni di euro annunciato dalla Regione Calabria per fronteggiare il caro carburante agricolo. Una misura accolta favorevolmente da alcune organizzazioni che l'ha considerata un segnale concreto, pur riconoscendo che non sarebbe risolutiva. Di tutt'altro avviso gli agricoltori intervistati durante la mobilitazione cosentina. Secondo i rappresentanti del Comitato Agricoltori Bruzi e delle realtà presenti, la somma sarebbe del tutto sproporzionata rispetto alle necessità del settore. Nelle interviste è stato contestato che, distribuendo idealmente i 15 milioni tra gli agricoltori calabresi, il sostegno equivarrebbe a meno di 100 euro per ciascuno. Una valutazione utilizzata dai manifestanti per evidenziare quella che considerano l'inadeguatezza dell'intervento, ma che non rappresenta un calcolo dei contributi effettivamente spettanti alle singole aziende, poiché dipenderanno dai criteri e dalla platea dei beneficiari. La critica riguarda soprattutto la distanza tra le risorse annunciate e l'aumento delle spese sostenute quotidianamente dalle imprese. Per i manifestanti, servono interventi strutturali capaci di incidere concretamente sul prezzo del carburante e sui costi di produzione, evitando che le aziende agricole continuino a lavorare con margini sempre più ridotti.

Da Vibo Marina a San Marco Argentano, giorni di mobilitazione

L'arrivo a Cosenza rappresenta una nuova tappa di una protesta che nelle ultime giornate ha attraversato diverse aree della Calabria. A Vibo Marina il blocco delle autocisterne ha provocato difficoltà negli approvvigionamenti di carburante, con distributori rimasti senza scorte e disagi per gli automobilisti. A Pizzo e Lamezia Terme i trattori hanno interessato importanti collegamenti stradali, compresa l'area di accesso all'aeroporto internazionale. La mobilitazione si è poi spostata nel Cosentino. Giovedì 8 ottobre, a San Marco Argentano, circa cinquanta trattori e oltre duecento manifestanti si sono radunati nei pressi dello svincolo che collega la Valle dell'Esaro all'autostrada A2. Durante il presidio, alcuni produttori hanno versato latte sull'asfalto per denunciare l'aumento dei costi di produzione e trasporto. Manifestazioni diverse, ma unite da una richiesta comune: ottenere risposte concrete a una crisi che, secondo gli agricoltori, sta mettendo a rischio la sostenibilità economica di numerose attività.

Domani la manifestazione nazionale in piazza Loreto

La mobilitazione proseguirà domani, sabato 10 ottobre, alle ore 11, in piazza Loreto a Cosenza, dove è stata convocata una manifestazione nazionale contro il caro vita, con la partecipazione annunciata di delegazioni provenienti anche da altre regioni. L'iniziativa promossa dal Movimento Popolare Nazionale intende riunire agricoltori, lavoratori e cittadini attorno a rivendicazioni che comprendono il contenimento dei costi energetici, la tutela delle produzioni italiane e il riequilibrio dei prezzi lungo la filiera agroalimentare. Il passaggio da piazza Europa a piazza Loreto segna dunque la volontà di dare continuità e maggiore visibilità alla protesta. Ma soprattutto di portare al centro della discussione una questione che gli stessi manifestanti considerano fondamentale: il caro vita non colpisce soltanto gli agricoltori, perché il prezzo della crisi rischia di ricadere su tutti i cittadini.