Detenuto si suicida in carcere, nuova denuncia sulle condizioni delle prigioni
Sindacato della Polizia penitenziaria punta il dito su sovraffollamento, carenza di agenti e silenzio delle istituzioni
Un uomo di 58 anni, di origine egiziana, ha perso la vita nei giorni scorsi all’interno della casa circondariale di Vibo Valentia, dove era detenuto. Secondo quanto reso noto dalla Uilpa Polizia Penitenziaria, il gesto sarebbe avvenuto nella sezione destinata ai detenuti considerati più fragili o problematici. Il sindacato, attraverso il segretario generale Gennarino De Fazio, ha espresso forte preoccupazione per quanto accaduto, denunciando il silenzio istituzionale che spesso accompagna le criticità del sistema carcerario italiano. L’uomo avrebbe terminato la pena nei prossimi mesi.
Sovraffollamento e carenza di personale al centro delle criticità
La vicenda riporta l’attenzione sulle condizioni della struttura vibonese, dove si registra un significativo squilibrio tra presenze e posti disponibili. A fronte di una capienza inferiore rispetto al numero dei detenuti effettivamente ospitati, si aggiunge una rilevante carenza di personale della Polizia penitenziaria, con organici ben al di sotto delle necessità operative. Secondo il sindacato, questa situazione rende particolarmente complessa la gestione quotidiana dell’istituto e incide sulla sicurezza e sull’assistenza ai reclusi.
Un’emergenza nazionale che richiede interventi strutturali
Il caso si inserisce in un quadro più ampio che riguarda l’intero sistema penitenziario italiano, segnato da sovraffollamento, carenze di personale e strutture spesso inadeguate. La Uilpa Polizia Penitenziaria sollecita interventi urgenti per ridurre la densità detentiva, rafforzare gli organici, migliorare la formazione degli agenti e potenziare i servizi sanitari, con particolare attenzione ai detenuti con fragilità psicologiche. Secondo il sindacato, solo riforme strutturali e investimenti concreti potranno prevenire il ripetersi di tragedie simili.