Gli idonei di diversi concorsi pubblici in Calabria hanno inviato una lettera alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni per chiedere un intervento a sostegno della proposta di legge regionale presentata in Calabria dalla Lega.

Nel documento, gli idonei – oltre mille persone – si rivolgono alla premier anche nella sua veste di leader del primo partito italiano, chiedendo che non venga persa l’opportunità di dare una prospettiva lavorativa a chi ha superato le selezioni pubbliche senza però essere ancora stato assunto.

«In Calabria oltre mille idonei»

«Ci rivolgiamo a lei – si legge nella lettera – affinché non si perda la possibilità di dare un futuro a ciascuno di noi. In Calabria siamo oltre mille persone risultate idonee a un concorso e in una situazione in cui, dalla sanità ai servizi, ai Comuni agli enti regionali, esiste un forte fabbisogno di personale».

Gli idonei sottolineano inoltre il rammarico per il mancato sostegno, a loro dire, da parte del partito della premier a livello regionale, evidenziando invece il supporto arrivato da altre forze politiche.

«Dispiace – scrivono – che il suo partito a livello regionale non sia intervenuto con sufficiente forza a sostegno della proposta di legge. Lo hanno fatto invece Partito Democratico e Movimento 5 Stelle, pur trattandosi di una proposta presentata da un partito di centrodestra».

Mobilitazioni sospese

Nel testo gli idonei spiegano di aver deciso di sospendere ogni forma di mobilitazione, sottolineando tuttavia che la questione resta aperta e che l’eventuale mancata approvazione della legge avrebbe precise responsabilità politiche.

«Siamo fuori da logiche partitiche – affermano – ma è chiaro che se questa legge non sarà approvata la responsabilità principale ricadrà su chi governa a livello regionale e nazionale».

Nel documento viene ricordato anche che alcuni risultati ottenuti finora sono arrivati grazie a decisioni della magistratura che hanno censurato diverse violazioni.

Appello alla politica

Gli idonei riferiscono inoltre di aver scritto pubblicamente alla sottosegretaria all’Interno Wanda Ferro per chiedere sostegno, senza però ricevere risposta.

Nella parte finale della lettera viene ribadita la richiesta di un intervento della presidente del Consiglio e dei rappresentanti istituzionali calabresi: «Confidiamo in un suo intervento e in quello dei consiglieri regionali e dei parlamentari. Crediamo ancora che la politica significhi rappresentanza e sensibilità e che non ascoltare queste esigenze significhi non essere in sintonia con il popolo».