ansa - pompa di benzina -  Un benzinaio alla pompa di benzina, riceve un biglietto da 100 euro per il pagamento del carburante da un cliente, 12  marzo 2012 a Pisa. ANSA/FRANCO SILVI
ansa - pompa di benzina - Un benzinaio alla pompa di benzina, riceve un biglietto da 100 euro per il pagamento del carburante da un cliente, 12 marzo 2012 a Pisa. ANSA/FRANCO SILVI

Il costo dei carburanti torna a crescere e raggiunge livelli che destano forte preoccupazione tra consumatori e imprese. In diversi impianti autostradali italiani il prezzo del gasolio in modalità servito ha superato la soglia psicologica dei 2,6 euro al litro. I dati, comunicati dai gestori al Ministero delle Imprese e del Made in Italy e analizzati dal Codacons, mostrano rincari diffusi lungo la rete autostradale.

Sulla A4 Milano-Brescia il diesel ha raggiunto i 2,654 euro al litro, mentre sulla A21 Torino-Piacenza il prezzo ha toccato i 2,639 euro. Valori molto elevati si registrano anche sulla diramazione A8-A26 e sulla A13 Bologna-Padova, dove il gasolio supera abbondantemente i 2,6 euro al litro nel servizio assistito.

Calabria tra le regioni con il diesel più caro

Il rincaro non riguarda soltanto la rete autostradale ma anche la distribuzione ordinaria. Secondo le rilevazioni diffuse dall’associazione dei consumatori, il prezzo medio del diesel in modalità self ha ormai superato i 2 euro al litro in quasi tutte le regioni italiane.

Tra le aree con i prezzi più alti compare proprio la Calabria, dove il costo medio del gasolio self si attesta a 2,031 euro al litro. Un valore che colloca la regione tra quelle con i listini più elevati insieme a Bolzano, Valle d’Aosta, Friuli Venezia Giulia e Sicilia.

Timori per l’impatto su famiglie e imprese

L’aumento dei carburanti rischia di avere effetti diretti sull’economia reale, incidendo sui costi di trasporto, sulla logistica e sui prezzi finali dei beni di consumo. Per territori come la Calabria, caratterizzati da una forte dipendenza dal trasporto su gomma e da distanze significative tra aree interne e centri urbani, l’impatto potrebbe essere ancora più pesante.

Di fronte alla crescita dei prezzi il Codacons chiede al Governo un intervento immediato attraverso la riduzione delle accise sui carburanti, proponendo un taglio di almeno 15 centesimi al litro per contenere gli effetti economici dei rincari e scongiurare una nuova fase di forte pressione sui bilanci delle famiglie e delle imprese.