Cosenza, un murale contro la violenza sulle donne firmato da Mandioh
L’opera realizzata con il Centro Antiviolenza Roberta Lanzino trasforma una parete urbana in un simbolo di memoria, consapevolezza e rinascita
L’opera realizzata con il Centro Antiviolenza Roberta Lanzino trasforma una parete urbana in un simbolo di memoria, consapevolezza e rinascita
Un nuovo intervento di arte urbana arricchisce il paesaggio di Cosenza e porta con sé un forte messaggio sociale. L’artista Mandioh ha realizzato un murale dedicato al tema della violenza sulle donne, nato dalla collaborazione con il Centro Antiviolenza Roberta Lanzino. L’opera trasforma una semplice parete in uno spazio di riflessione collettiva, capace di unire arte, memoria e impegno civile. Il progetto si inserisce nel percorso di sensibilizzazione portato avanti dal centro antiviolenza, che da anni lavora sul territorio per sostenere le vittime e promuovere una cultura di rispetto e consapevolezza.
L’acqua come simbolo di memoria e rinascita
Al centro del murale emerge una figura femminile immersa nell’acqua, elemento ricorrente nella ricerca artistica di Mandioh. L’acqua diventa metafora di memoria, trasformazione e rinascita: avvolge il corpo senza opprimerlo e crea un’atmosfera sospesa, quasi intima. Il volto della donna, raffigurato con gli occhi chiusi, non trasmette arrendevolezza ma piuttosto una profonda consapevolezza. È un gesto che richiama raccoglimento e protezione, come se la figura custodisse dentro di sé una storia difficile ma anche la forza di immaginare un nuovo inizio.
Arte pubblica come messaggio sociale
L’opera non rappresenta soltanto un intervento estetico nello spazio urbano, ma si propone come un vero e proprio messaggio rivolto alla comunità. Attraverso l’arte pubblica si accende l’attenzione sul tema della violenza di genere e sull’importanza di rompere il silenzio che spesso accompagna queste vicende. Il murale diventa così un simbolo di forza e solidarietà, invitando la città a riconoscere il valore e la resilienza delle donne. Il progetto è stato realizzato grazie al sostegno dei fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese, contribuendo a trasformare un luogo della città in uno spazio di memoria condivisa e di rinascita civile.