Calabria prima in Italia per Comuni in crisi finanziaria
La Corte dei conti segnala l’aumento di dissesti e piani di riequilibrio e parla di procedure incapaci di garantire il risanamento dei conti degli enti locali
La relazione del presidente della sezione di controllo Fabrizio Carrarini evidenzia il fallimento delle procedure di riequilibrio e l’aumento dei dissesti negli enti locali
Calabria con il primato nazionale dei Comuni in crisi finanziaria
La Calabria detiene il primato nazionale per numero di Comuni in crisi finanziaria, con un dato superiore persino a quello registrato in Sicilia e Campania. È quanto emerge dalla relazione del presidente della sezione di controllo della Corte dei conti, Fabrizio Carrarini, presentata in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario.
Nel documento si evidenzia come la continua predominanza dei dissesti dimostri il fallimento delle procedure di riequilibrio finanziario, ritenute incapaci di garantire un reale risanamento dei conti degli enti locali.
Crescono le procedure tra dissesti e piani di riequilibrio
Nel 2025 risultano attive 350 procedure di crisi finanziaria, con un aumento di 15 unità rispetto all’anno precedente. Nel dettaglio si contano 226 dichiarazioni di dissesto e 124 richieste di riequilibrio.
Nel 2024 le procedure erano state 335. I Comuni interessati sono complessivamente 217, pari al 53,7 per cento del totale regionale, con una popolazione coinvolta di circa 1,2 milioni di abitanti, corrispondente a quasi il 67 per cento dei residenti calabresi.
Crisi ripetute negli stessi enti e difficoltà nei grandi centri
In 85 Comuni sono state avviate più procedure nel corso degli anni, segno di criticità finanziarie che si ripresentano nel tempo. In tre casi – Vibo Valentia, Rocca di Neto e Crosia – la sequenza di procedure è arrivata addirittura a quattro.
Tra gli enti attualmente in dissesto figurano anche la Città metropolitana di Reggio Calabria e i Comuni di Cosenza, Vibo Valentia, Lamezia Terme e Rende. Secondo la Corte dei conti, quando le difficoltà finanziarie si protraggono nel tempo, soprattutto nei centri urbani più grandi, si generano situazioni molto complesse che incidono sull’efficienza dei servizi e sulla vita delle comunità amministrate.