Gratteri a Casali del Manco: «La legge sui tossicodipendenti detenuti è un indulto mascherato»
Il procuratore di Napoli interviene a Casali del Manco e critica le recenti riforme della giustizia: «Salverei soltanto la possibilità di indagare e arrestare gli hacker»
«È un indulto mascherato». Nicola Gratteri, procuratore di Napoli, usa parole nette parlando della norma che entrerà in vigore il 21 agosto e che, secondo quanto spiegato dal magistrato, consentirà ai tossicodipendenti condannati a pene fino a otto anni di scontarle in una comunità terapeutica.
Gratteri è intervenuto a Casali del Manco durante l’incontro “Legalità come motore di crescita: il futuro della Calabria”, soffermandosi sulle recenti riforme della giustizia e sulle conseguenze che, a suo giudizio, potrebbero produrre sul sistema giudiziario.
Le critiche alle riforme
Il procuratore ha ricordato di avere già espresso in passato forti perplessità sugli interventi legislativi, sostenendo che «ogni volta che si tocca qualcosa si smontano pezzi». Critiche anche alle nuove procedure relative agli arresti, in particolare per alcuni reati legati allo spaccio di sostanze stupefacenti.
Gratteri ha inoltre ribadito l’importanza di spiegare ai cittadini le riforme con un linguaggio comprensibile, evitando tecnicismi e confronti riservati esclusivamente agli addetti ai lavori.
«Rivedere l’intero sistema giudiziario»
Tra le riforme approvate dal governo, Gratteri ha dichiarato che salverebbe «solo la possibilità di indagare, intercettare e arrestare gli hacker». Per il resto, secondo il procuratore, sarebbe necessario ripensare codice penale, procedura penale e ordinamento giudiziario.
Al centro del suo intervento anche la geografia giudiziaria. Gratteri ha evidenziato le difficoltà dei tribunali più piccoli, caratterizzati da organici ridotti, proponendo accorpamenti e il ritorno negli uffici giudiziari dei magistrati attualmente impegnati presso ministeri e commissioni.