Banconi vuoi nei supermercati
Banconi vuoi nei supermercati

La Calabria? Ma che si fotta! Facciamo un bel ponte da Potenza a Messina in modo da passarci di sopra a questa inutile Calabria. Che poi così inutile non è. Prendete i media nazionali. Se c’è un morto ammazzato dalla ‘ndrangheta, meglio se un colletto bianco o un minorenne, diamogli il massimo della visibilità. Mandate le troupe sul posto dai programmoni di infotainment a raccontare della Calabria da cartolina ma guai a parlare della prima regione che ha attuato la protesta dell’autotrasporto, che ha bloccato il comparto agricolo. Non sia mai. Suggerisco ai miei colleghi direttori di altre testate di parlare, tutti insieme, di qualche bella sagra così da attirare giornalisti da fuori regione veramente interessati alle cose belle che succedono alle nostre latitudini.

Il dramma di chi lavora e scopre che la propria protesta non conta

Forse, come ha suggerito qualcuno, andava rotta qualche bella vetrina con un camion per avere un po’ di visibilità? Calabria News 24, dall’inizio della protesta, sta raccontando il dramma di gente di famiglia che a manifestare la propria rabbia non è nemmeno abituata. E sapete il motivo? Perché è gente che ha sempre lavorato e ora si trova a spendere 1500 euro per un pieno al camion o si trova a non poter fare girare i mezzi sui propri campi. Forse, per fare un po’ di casino, dovremmo suggerire ai nostri studenti di dare fuoco a qualche cassonetto perché se no la loro civile vicinanza ai presidi non vale niente. Ecco, eccolo il dramma: sapere che il proprio malessere non vale niente. Che non è degno di nota perché non è siciliano, pugliese o campano.

Supermercati vuoti e carburanti alle stelle: l'emergenza che nessuno racconta

Se si interessassero i media nazionali di quello che sta succedendo in Calabria saprebbero che i supermercati sono letteralmente vuoti. Che non ci sono più bottiglie di acqua naturale ma solo quelle di minerale. Il tutto in una regione dove il problema acqua nelle case è quotidiano per moltissime zone. La benzina viaggia a singhiozzo ma quella non la puoi mica bere ma magari qualche politico ci dirà che si potrà fare.

Centrodestra e centrosinistra, il silenzio della politica nazionale

La politica. Dobbiamo parlare di politica? Ok. Va sottolineato che Roberto Occhiuto, almeno, ci ha messo la faccia presentandosi ad un presidio e che la sua giunta regionale qualcosa ha fatto per cercare di alleviare il prezzo del caro carburante. Probabilmente saranno in imbarazzo anche loro a vedere i propri riferimenti nazionali non dire una parola su quella Calabria che meno di un mese fa era fondamentale per essere un presidio anti Vannacci. Il centrosinistra? Sì, ok qualche dichiarazione volta a scalfire il centrodestra ma perché gli esponenti dell’illustre campo largo non sono scesi in piazza al fianco di autotrasportatori e agricoltori? Qui vetrine non se ne spaccano, possono stare tranquilli e fare qualcosa di sinistra. Magari chiedendo qualche dichiarazione (non chiediamo che vengano direttamente, eh), ai leader nazionali sulla situazione drammatica della Calabria mentre giocano a chi si deve candidare alle primarie.

Il diritto di essere calabresi e di non essere dimenticati

Questo editoriale ne ha per tutti, anche per chi scrive: perché dovremmo essere tutti in strada, i calabresi dovrebbero fare uno sciopero sul diritto di essere calabresi. Quella regione di cui ci si ricorda solo per i morti ammazzati o per il Parlamento. Stavolta no. Stavolta manca l’acqua. L’acqua! Capite?!? Una cosa che accade solo nelle zone di guerra! E questa guerra è contro di noi.