San Giovanni in Fiore, un anno dopo la morte di Serafino Congi: in piazza contro la malasanità
La sua storia è diventata, col tempo, il simbolo delle falle di un sistema sanitario regionale in cui l’attesa può uccidere
Una manifestazione partecipata e carica di emozione ha attraversato ieri sera le strade di San Giovanni in Fiore, a un anno dalla morte di Serafino Congi. Un corteo nato per ricordare una vicenda che, a dodici mesi di distanza, continua a “gridare giustizia” e per denunciare le gravi criticità della sanità calabrese.
Serafino Congi perse la vita dopo aver atteso per oltre tre ore all’ospedale della cittadina silana il trasferimento verso Cosenza. Un’attesa fatale che, secondo i promotori della manifestazione, rappresenta una ferita ancora aperta: nessuna spiegazione ufficiale, nessuna assunzione di responsabilità, solo un silenzio che pesa “come un macigno”.
La sua storia è diventata, col tempo, il simbolo delle falle di un sistema sanitario regionale in cui l’attesa può uccidere. Una sanità che genera paura tra i cittadini, costretti a convivere con la consapevolezza di non poter ricevere cure tempestive e adeguate nei momenti più critici. Dopo la morte di Serafino, altri casi simili si sono verificati in Calabria, alimentando un diffuso senso di abbandono e sfiducia nelle istituzioni.
“Serafino Congi, un silenzio che pesa come un macigno” è stato uno degli slogan più ripetuti durante il corteo, a sottolineare come il tempo trascorso non abbia portato risposte né verità. Una vicenda che, per molti, non può e non deve essere dimenticata.
La mobilitazione, però, non si è fermata a San Giovanni in Fiore. Anche nel corso della grande manifestazione di Polistena, organizzata per contrastare la chiusura dell’ospedale, il nome di Serafino Congi è tornato a farsi sentire. Un richiamo forte, utilizzato come emblema di un sistema sanitario che – secondo i promotori – sta vivendo una fase di smantellamento ormai avanzata.
Sotto accusa il progressivo indebolimento della sanità pubblica, dei servizi di emergenza-urgenza e del sistema 118. Una protesta che unisce territori diversi ma accomunati dalla stessa richiesta: il diritto alla salute, alla sicurezza e a cure tempestive. Per Serafino Congi e per tutti coloro che temono di essere le prossime vittime di un sistema che non può più permettersi di tacere.