La Calabria registra la maggiore crescita degli arrivi turistici in Italia nel primo semestre del 2026. Secondo i dati diffusi dal ministero del Turismo, la regione segna un incremento del 10,54% degli arrivi complessivi e del 23,19% dei visitatori stranieri. Numeri accolti con soddisfazione da Confesercenti Calabria.

Per il presidente regionale Claudio Aloisio, si tratta di una notizia importante e del riconoscimento del lavoro svolto negli ultimi anni da istituzioni, operatori economici e migliaia di imprese impegnate ogni giorno nel rendere la Calabria una destinazione sempre più attrattiva.

Secondo Aloisio, proprio la forza di questi dati impone ora una riflessione più ampia. La Calabria, afferma, non ha solo l’opportunità di continuare a crescere, ma anche la possibilità di scegliere come farlo, costruendo un modello di sviluppo turistico solido, equilibrato e capace di produrre benefici duraturi.

Arrivi, presenze e stagionalità: le sfide ancora aperte

L’analisi dei numeri, secondo Confesercenti, evidenzia però anche alcune criticità. Il turismo calabrese continua infatti a svilupparsi in modo disomogeneo, segno che esistono ancora ampi margini di miglioramento.

Un dato viene considerato particolarmente significativo: la provincia di Reggio Calabria registra oltre 140 mila arrivi in più rispetto alla provincia di Crotone, ma viene superata da quest’ultima per numero complessivo di presenze. Questo significa che la Calabria riesce ad attrarre visitatori, ma non sempre riesce a trasformare gli arrivi in permanenza più lunga sul territorio.

La sfida, dunque, non è soltanto aumentare il numero dei turisti, ma lavorare sulla permanenza media, sulla qualità dell’offerta e sulla capacità dei territori di trattenere i visitatori. Altro nodo centrale resta la stagionalità. Ancora oggi circa l’85% delle presenze turistiche si concentra tra giugno e settembre. Una situazione che rende più difficile programmare gli investimenti, limita la stabilità occupazionale e costringe molte strutture ricettive, soprattutto alberghiere, a ridurre o sospendere l’attività nel resto dell’anno.

Questo meccanismo, sottolinea Aloisio, rischia di alimentare un circolo vizioso: meno strutture aperte significano meno servizi disponibili, minore attrattività fuori stagione e quindi minori possibilità di destagionalizzare i flussi turistici.

Non inseguire il turismo di massa

Per Confesercenti Calabria la crescita va accompagnata con una strategia chiara. Aloisio richiama le analisi più recenti sugli effetti del turismo non governato, ricordando che l’aumento dei flussi, se non inserito in una visione complessiva, può generare conseguenze economiche e sociali rilevanti.

Il turismo, infatti, può incidere sul costo della vita, sulla disponibilità di alloggi, sul commercio di prossimità e sulla qualità della vita delle comunità locali. La Calabria, secondo Aloisio, è ancora in tempo per scegliere una strada diversa, senza inseguire il turismo di massa.

L’obiettivo deve essere la costruzione di un modello equilibrato, capace di coniugare crescita, sostenibilità, identità dei territori e benessere delle comunità. Non basta aumentare gli arrivi: occorre distribuire meglio i flussi durante l’anno, valorizzare le aree che oggi partecipano solo in parte allo sviluppo turistico regionale e rafforzare il rapporto tra turismo, commercio, servizi, cultura e qualità urbana.

Serve un sistema di governance condiviso

Secondo Aloisio, il turismo non può essere governato con interventi isolati, ma richiede un sistema coordinato. La programmazione regionale ha già individuato alcuni strumenti, come le Destination management organization e i Distretti turistici. Il punto, oggi, non è aggiungere nuovi strumenti, ma capire come farli dialogare tra loro dentro una strategia unitaria.

Lo stesso confronto sui Distretti urbani del commercio ha dimostrato quanto siano collegati commercio, servizi, qualità delle città e attrattività turistica. Per Confesercenti, quindi, occorre ragionare non sul singolo strumento, ma sul sistema complessivo in cui questi strumenti possono assumere una funzione chiara e complementare.

Il turismo è uno dei settori economici più trasversali: coinvolge commercio, pubblici esercizi, artigianato, agricoltura, cultura, mobilità, trasporti, ambiente e servizi. Per questo gli strumenti previsti dalla normativa e dalla programmazione non devono essere considerati separatamente, ma come parti di un’unica architettura, evitando sovrapposizioni e valorizzando le competenze di ciascuno.

Confesercenti pronta a contribuire al confronto

Confesercenti Calabria annuncia la volontà di offrire un contributo concreto in questa direzione. L’associazione sta lavorando a una riflessione organica sulla governance del turismo regionale, con l’obiettivo di favorire un confronto costruttivo tra istituzioni, enti locali, operatori economici e tutti i soggetti coinvolti nello sviluppo turistico.

Per Aloisio, la Calabria ha già dimostrato di saper attrarre turisti. Adesso deve dimostrare di saper governare questa crescita, trasformandola in sviluppo stabile, lavoro, nuove opportunità e migliore qualità della vita per le comunità locali.