REGGIO CALABRIA – «La mia non è una candidatura di comodo o di opportunità». Domenico Giannetta rivendica la scelta di correre con Futuro Nazionale alle elezioni suppletive per la Camera nel collegio Reggio Calabria-Locri e respinge le interpretazioni secondo cui la sua decisione sarebbe legata a convenienze politiche.

Nel corso dell'incontro con i giornalisti per la presentazione della candidatura, durante il quale è stato proiettato anche un videomessaggio di Roberto Vannacci, Giannetta è tornato sulla sua uscita da Forza Italia.

«Ho lasciato la mia comfort zone dimettendomi da Forza Italia. Non sono stato cacciato – ha affermato –. Ho lasciato con coraggio una postazione comoda per affrontare una battaglia politica a mani nude, mentre dall'altra parte hanno una bomba atomica».

«Una sfida impari, ma arriveranno sorprese»

L'ex esponente azzurro non nasconde le difficoltà di una competizione che considera fortemente sbilanciata, ma si dice convinto che il voto possa riservare risultati inattesi.

«Sarà una guerra sicuramente impari – ha aggiunto Giannetta – ma l'orgoglio e il sussulto dei cittadini calabresi e dei reggini del nostro collegio sono sicuro che ci riserveranno sorprese e copiosi consensi».

La candidatura di Giannetta rappresenta uno dei principali elementi politici della tornata suppletiva, soprattutto per le conseguenze che sta producendo all'interno dell'area di centrodestra e per il confronto aperto tra Futuro Nazionale e gli ex alleati.

Furgiuele: «Nel centrodestra c'è insofferenza»

Ad affiancare Giannetta nella presentazione anche il deputato Domenico Furgiuele, responsabile regionale di Futuro Nazionale in Calabria. Secondo Furgiuele, la candidatura avrebbe fatto emergere un disagio politico già presente da tempo.

«A Reggio, con la candidatura di Domenico Giannetta, abbiamo aperto un vaso di Pandora, pieno dell'insofferenza di tanti – ha sostenuto – e le suppletive saranno la misura di questo malcontento. La nostra è una battaglia di liberazione all'interno del centrodestra».

Furgiuele ha poi chiamato direttamente in causa il presidente della Regione Roberto Occhiuto, sostenendo che inizialmente Futuro Nazionale sarebbe stato invitato a partecipare alla competizione elettorale. «Oggi non capiamo questo livore», ha aggiunto, collegando lo scontro politico anche alla vicenda di Lamezia Terme e all'uscita dalla Giunta dell'assessore Donatella Micarelli.

Le suppletive di Reggio Calabria diventano così non soltanto una sfida per il seggio alla Camera, ma anche un banco di prova per misurare nuovi equilibri e tensioni all'interno del centrodestra calabrese.