Caro carburanti, anche autisti e soccorritori calabresi sostengono la protesta: «Andate avanti fino a Roma»
Il Comitato degli Autisti e Soccorritori Calabresi esprime solidarietà agli autotrasportatori e agli agricoltori in mobilitazione. Proposta una sosta simbolica di due minuti, nel rispetto delle esigenze di soccorso. Al Governo e alla Regione chiesti

La protesta contro il caro carburanti che sta interessando la Calabria raccoglie anche il sostegno degli operatori impegnati nel soccorso sanitario. Il Comitato degli Autisti e Soccorritori Calabresi ha diffuso una nota con la quale esprime piena solidarietà alla mobilitazione in corso, invitando i manifestanti a proseguire le proprie iniziative e a portare le rivendicazioni fino a Roma. La presa di posizione arriva mentre gli autotrasportatori continuano a presidiare diversi punti strategici della viabilità regionale, affiancati in alcune località dagli agricoltori, anch'essi alle prese con le conseguenze dell'aumento dei costi del carburante. Per il Comitato, tuttavia, la questione va oltre il prezzo di benzina e gasolio e riguarda più in generale il potere d'acquisto delle famiglie, le condizioni economiche dei lavoratori e le difficoltà del sistema sanitario. «Anche noi siamo lavoratori, anche noi siamo famiglie che ogni giorno fanno i conti con bollette, spesa, carburante e stipendi che non bastano più», si legge nel comunicato. Una condizione che, secondo i rappresentanti degli autisti e soccorritori, accomuna categorie professionali differenti e rende necessario un confronto più ampio sulle politiche economiche e sociali.
L'appello al Governo e alla Regione: «Servono impegni scritti e scadenze precise»
Nel documento, il Comitato rivolge richieste precise al Governo nazionale e alla Regione Calabria, sollecitando misure immediate per contrastare l'aumento del costo della vita. Tra le priorità indicate figurano sostegni economici alle famiglie, maggiori tutele contrattuali e salariali per i lavoratori e interventi per rendere più efficiente la sanità pubblica. Il Comitato sottolinea come anche chi garantisce quotidianamente servizi essenziali debba affrontare difficoltà economiche legate alle spese familiari e professionali. «Basta promesse, basta rinvii, basta parole buone per ogni occasione: servono impegni scritti, scadenze precise e risultati verificabili», affermano i rappresentanti dell'organizzazione. La richiesta è che il confronto istituzionale non si esaurisca in dichiarazioni di disponibilità, ma produca provvedimenti concreti e verificabili nel tempo.

Due minuti di solidarietà, la proposta ai colleghi del soccorso
Pur condividendo le ragioni della protesta, gli autisti e i soccorritori spiegano di non poter partecipare direttamente ai presidi, a causa degli impegni lavorativi e della necessità di assicurare la continuità del servizio sanitario. Per questo motivo il Comitato propone un'iniziativa simbolica, rivolta ai colleghi impegnati sul territorio. In prossimità dei presidi, gli operatori sono invitati a valutare una breve sosta di due minuti con i mezzi non impegnati in emergenze, esclusivamente quando ciò sia compatibile con le esigenze operative, le autorizzazioni necessarie e le condizioni di sicurezza. Il Comitato precisa inoltre che l'eventuale utilizzo di sirene e lampeggianti dovrà avvenire soltanto nel rispetto delle disposizioni vigenti e delle procedure di servizio, senza interferire con le attività di soccorso. «Due minuti per testimoniare solidarietà. Due minuti per dimostrare che dietro ogni divisa ci sono persone, famiglie e lavoratori che conoscono il peso dei sacrifici», si legge nella nota. L'iniziativa vuole rappresentare un gesto di vicinanza ai manifestanti, senza compromettere la capacità di risposta alle emergenze sanitarie.
«Anche chi soccorre gli altri ha diritto a essere tutelato»
Nella propria presa di posizione, il Comitato richiama anche le condizioni di chi opera quotidianamente nel sistema dell'emergenza-urgenza, sottolineando la necessità di garantire maggiori riconoscimenti e tutele ai lavoratori del settore. Il messaggio è quello di una solidarietà tra categorie professionali che, pur svolgendo attività differenti, si confrontano con problemi economici comuni. «Chi garantisce assistenza agli altri ha diritto, a sua volta, a essere ascoltato e tutelato», evidenzia il Comitato. Da qui l'invito rivolto ai colleghi a manifestare, nelle modalità consentite, la propria vicinanza alla mobilitazione degli autotrasportatori e degli agricoltori. La continuità del servizio di soccorso resta comunque una condizione imprescindibile, come precisato dagli stessi promotori dell'iniziativa simbolica.
L'invito a proseguire la mobilitazione in modo pacifico
Il comunicato si conclude con un appello alla prosecuzione delle manifestazioni, che il Comitato auspica possano svilupparsi in maniera pacifica e coinvolgere anche le istituzioni nazionali. L'organizzazione invita i manifestanti a mantenere alta l'attenzione sulle difficoltà economiche che interessano famiglie e lavoratori, chiedendo risposte concrete alle richieste avanzate. «La protesta deve continuare fino a Roma, perché le difficoltà dei cittadini non si risolvono con gli annunci e la dignità dei lavoratori non può essere rimandata a domani», sostiene il Comitato. Una posizione riassunta nelle parole conclusive della nota: «La sanità non è un lusso. Il lavoro non può essere sinonimo di povertà. La dignità non si mendica: si rivendica». La solidarietà degli autisti e soccorritori calabresi amplia così il fronte delle categorie che stanno intervenendo pubblicamente sul caro carburanti, collegando la mobilitazione anche al tema delle retribuzioni, delle condizioni di lavoro e della qualità dei servizi pubblici.