Nasce un nuovo spazio di co-working tra editoria e crescita personale
Oggi l’inaugurazione in via Vittorio Veneto 59: insieme la casa editrice Le Pecore Nere e lo studio di coaching umanistico di Marta Monteleone
Oggi, 6 luglio, alle 19, in via Vittorio Veneto 59, sarà inaugurato un nuovo spazio di co-working che mette insieme due esperienze diverse ma accomunate dalla stessa visione: creare un luogo aperto al confronto, alla crescita, alla cultura e alla realizzazione personale. Lo spazio ospiterà la casa editrice Le Pecore Nere e lo studio di coaching umanistico di Marta Monteleone, diventando un punto di riferimento per chi desidera avvicinarsi al mondo dei libri, della scrittura, della progettazione culturale e dei percorsi di consapevolezza individuale. L’obiettivo è quello di dare vita a un ambiente dinamico e accogliente, capace di favorire incontri, scambi di idee e nuove possibilità professionali e personali.
Le Pecore Nere, una casa editrice fuori dagli schemi
La casa editrice Le Pecore Nere è una realtà editoriale indipendente e libera, nata con l’intento di pubblicare testi disobbedienti, originali e lontani dai percorsi più convenzionali. Il nome stesso richiama una scelta precisa: dare spazio a voci fuori dal coro, narrazioni non allineate e opere capaci di interrogare il presente con sguardi nuovi. Attiva da diversi anni e caratterizzata da un doppio passaporto italo-argentino, Le Pecore Nere avrà ora una sede fisica in cui accogliere lettori e lettrici, aspiranti scrittori e scrittrici, curiosi del mestiere editoriale e persone interessate a conoscere più da vicino il lavoro che si nasconde dietro la nascita di un libro. Lo spazio rappresenta quindi non solo una sede operativa, ma anche un luogo di relazione, ascolto e dialogo culturale.
Il coaching umanistico e la ricerca della felicità possibile
Accanto alla casa editrice troverà posto lo studio di coaching umanistico di Marta Monteleone. Si tratta di un approccio fondato da Luca Stanchieri circa vent’anni fa, che si distingue da altre forme di coaching perché mette al centro la persona, le sue potenzialità e il suo desiderio di realizzazione. Alla base del metodo non c’è soltanto il concetto di necessità, ma soprattutto quello di opportunità: la possibilità di migliorarsi, riconoscere le proprie risorse e orientarle verso una vita più autentica. Il coaching umanistico parte dall’idea che ogni individuo tenda al bene e alla felicità, una felicità intesa non come obiettivo astratto, ma come sentimento concreto che nasce dal ritorno a sé stessi. Quando una potenzialità importante resta inespressa o repressa, può generare malessere; per questo il percorso punta a favorire consapevolezza, crescita personale e capacità di concentrarsi su ciò che dipende davvero da noi.