Ultrà, Ferdico collabora con la giustizia: “Patto tra curve all’ombra della ’ndrangheta”
L’ex capo della curva interista avrebbe ricostruito davanti ai pm della Dda milanese i rapporti tra le tifoserie di Inter e Milan, il ruolo di Rosario Trimboli e i presunti legami di Andrea Beretta con ambienti dell’estrema destra.
Nuovi elementi emergono dall’inchiesta milanese “Doppia curva”, che ha acceso i riflettori sui rapporti tra ambienti ultrà, affari legati agli stadi e criminalità organizzata. Marco Ferdico, ex capo ultrà nerazzurro, ha deciso di collaborare con la giustizia e, nel corso degli interrogatori resi tra fine maggio e giugno, ha messo a verbale una serie di dichiarazioni davanti ai pm della Dda di Milano Paolo Storari e Stefano Ammendola e al magistrato della Direzione nazionale antimafia Giovanni Musarò.
Secondo quanto riferito da Ferdico, dietro il presunto accordo tra capi ultrà delle curve interista e milanista in occasione della Champions League del 2023 ci sarebbe stato anche il via libera di Rosario Trimboli, indicato come presunto narcotrafficante internazionale con legami con la ’ndrangheta. L’intesa avrebbe riguardato la gestione degli incassi nel caso in cui una delle due squadre milanesi fosse arrivata in finale, dopo il derby europeo in semifinale.
Il presunto accordo sugli incassi
Il patto, secondo la ricostruzione dell’ex leader della curva Nord interista, avrebbe previsto che la tifoseria della squadra approdata in finale riconoscesse all’altra il 30% dell’incasso. Ferdico ha raccontato che a discutere dell’accordo sarebbero stati lui stesso, Antonio Bellocco, già componente del direttivo della Nord e appartenente all’omonimo clan di ’ndrangheta, poi ucciso nel 2024 da Andrea Beretta, e Matteo Norrito, altro ultrà arrestato nell’inchiesta.
Nel verbale, Ferdico riferisce che l’allora capo della curva Sud milanista, Luca Lucci, non avrebbe dato subito una risposta. Prima sarebbe stato consultato “Sarino” Trimboli, che avrebbe espresso il proprio assenso facendo arrivare a Bellocco un messaggio dal tono allusivo: “ti saluta il compare, dice che va bene, se non piove pioviggina”. Una frase che, secondo il racconto del collaboratore, avrebbe sancito il via libera all’accordo tra le due curve.
Le dichiarazioni su Beretta e l’estrema destra
Nei verbali Ferdico avrebbe fornito anche ulteriori dettagli sull’omicidio, avvenuto nel 2022, di Vittorio Boiocchi, storico capo ultrà interista. Per quel delitto sono a processo in Corte d’Assise Andrea Beretta, lo stesso Ferdico e altri imputati.
L’ex capo della Nord ha inoltre parlato dei presunti riferimenti di Beretta ad ambienti dell’estrema destra. Secondo quanto dichiarato ai magistrati, Beretta avrebbe sostenuto di avere la “protezione” di un politico di estrema destra soprannominato “il principe”, che Ferdico identifica in Matteo Costacurta. Quest’ultimo, secondo il racconto riportato nei verbali, sarebbe stato arrestato in passato per diversi tentati omicidi e risulterebbe legato, in precedenti vicende, a Fabrizio Piscitelli, detto “Diabolik”, capo ultrà laziale ucciso nel 2019.
Le dichiarazioni di Ferdico dovranno ora essere valutate e riscontrate dagli investigatori e dalla magistratura. Il quadro che emerge, tuttavia, conferma la complessità dell’inchiesta sui rapporti tra le curve milanesi, la gestione degli affari intorno allo stadio e le possibili infiltrazioni criminali nei gruppi organizzati del tifo.