Gallo, Caruso e Capomolla
Gallo, Caruso e Capomolla

Prima la nomina a consulente del sindaco, poi i contrasti sulla gestione del Teatro Rendano, la revoca della delega e persino una vicenda giudiziaria per diffamazione. Fabio Gallo torna a parlare del principale teatro cittadino e lo fa con un lungo post pubblicato su Facebook, indirizzato alla deputata Simona Loizzo, nel quale ricostruisce la propria esperienza al fianco dell'amministrazione comunale di Cosenza e solleva una questione ben più delicata: la possibile esistenza di un'indagine della Procura sulla gestione del Rendano.

«In occasione della precedente campagna elettorale ho ricevuto delega fiduciaria di consulente del Sindaco sul Teatro e sulla digitalizzazione del Patrimonio culturale di Cosenza», scrive Gallo, ricordando di aver riunito le associazioni del territorio per rilanciare il ruolo del Rendano come Teatro di Tradizione.

Un'iniziativa che, secondo il suo racconto, non avrebbe incontrato il favore di tutti. «Evidentemente la cosa non fu gradita al punto tale da non essere riuscito a comprendere come mai non si chiedessero i fondi cospicui spettanti al teatro di Tradizione per la programmazione di una vera imponente stagione lirico-sinfonica e ballettistica», denuncia Gallo, contestando la scelta di privilegiare «una mini rassegna commissionata ad associazione della provincia».

L'ex consulente sostiene di aver segnalato ripetutamente queste criticità al sindaco e alla giunta, anche attraverso documenti e con il sostegno di alcuni consiglieri comunali che chiedevano risposte.

Gallo ricorda inoltre di aver realizzato, nell'ambito della seconda delega ricevuta, la digitalizzazione dei beni culturali della città storica, dei musei e del MAB. Un lavoro che, secondo quanto afferma, sarebbe stato completato in appena venti giorni.

Teatro Alfonso Rendano

Poi la rottura con Palazzo dei Bruzi. «Stranamente, la mia operosità tesa a portare nuove economie ed energie al Teatro, non deve essere andata giù a qualcuno perché mi è stata tolta la delega», scrive, sostenendo che la revoca sarebbe stata motivata con il mancato raggiungimento di obiettivi che, a suo dire, erano già stati realizzati.

Ma il passaggio più duro nei confronti del sindaco riguarda la successiva vicenda giudiziaria. «Dopo avere comunicato io i motivi alla stampa, il Sindaco Franz Caruso ha chiesto alla Giunta autorizzazione a procedere contro di me per diffamazione, perdendo in Tribunale dove certamente la Legge là si conosce e si fa rispettare».

L'impoverimento dell'attività artistica e le critiche alla gestione amministrativa

L'ex consulente arriva quindi all'attuale situazione del Rendano, denunciando quello che considera un impoverimento della sua attività artistica. Parla di «un Teatro che non produce più nulla tra grandi opere liriche e grandi stagioni balletti» e critica chi, a suo giudizio, dovrebbe assumersi la responsabilità delle scelte compiute.

È a questo punto che il post assume un significato ancora più delicato. Rivolgendosi direttamente alla deputata Loizzo, Gallo scrive: «Mi risulta che sulla questione Teatro e relativa gestione, dovrebbe esserci una indagine presso la Procura della Repubblica di Cosenza».

E aggiunge: «Potrebbe chiedere al Signor Procuratore della Repubblica di Cosenza dott. Capomolla al quale va tutta la mia stima personale, a che punto è l’indagine».

Un riferimento preciso, quello alla Procura, che introduce un elemento nuovo nel dibattito sul Rendano e riporta l'attenzione sulle questioni sollevate dall'ex consulente: i finanziamenti destinati ai Teatri di Tradizione, le scelte sulla programmazione lirica e sinfonica, i rapporti con le associazioni culturali e la gestione complessiva di una struttura che dovrebbe rappresentare uno dei principali motori culturali della città.

La richiesta di chiarimenti sull'indagine della Procura della Repubblica

E adesso, dopo le accuse pubbliche di Fabio Gallo, non si tratta più soltanto di discutere della qualità degli spettacoli o delle poltrone vuote. C'è anche una richiesta di chiarimento sulla possibile esistenza di un'indagine giudiziaria.