Guerra in Medio Oriente, timori per l’economia calabrese e per l’export nel Mediterraneo
Il presidente di Unindustria Calabria Aldo Ferrara avverte sui possibili effetti del conflitto sui mercati energetici e sugli scambi commerciali, in particolare nei settori agroalimentare, meccanico e chimico
Il presidente di Unindustria Calabria Aldo Ferrara teme ripercussioni sui mercati del Mediterraneo e sull’export regionale, in crescita negli ultimi anni.
Il rischio di rallentamento degli scambi nel Mediterraneo
La situazione di tensione in Medio Oriente potrebbe avere effetti anche sull’economia calabrese. A lanciare l’allarme è il presidente di Unindustria Calabria, Aldo Ferrara, che evidenzia il rischio di un rallentamento degli scambi commerciali nell’area del Mediterraneo, un mercato su cui le imprese regionali avevano iniziato a recuperare terreno negli ultimi anni.
Secondo Ferrara il clima internazionale è caratterizzato da forte preoccupazione, in un contesto già segnato da diversi conflitti e da tensioni sui mercati economici e finanziari globali. Tra gli elementi più critici vi è il ruolo dell’Iran, tra i principali produttori di petrolio al mondo e controllore dello stretto di Hormuz, da cui transita circa il 20 per cento dell’offerta petrolifera mondiale.
Energia e mercati globali sotto pressione
L’eventuale escalation del conflitto potrebbe generare forti ripercussioni sul mercato energetico. Uno shock sull’offerta di petrolio, infatti, rischierebbe di provocare aumenti dei prezzi e maggiore volatilità nei mercati internazionali.
Ferrara sottolinea come l’impatto dipenderà molto dalla durata della crisi. Se il conflitto dovesse risolversi rapidamente gli effetti potrebbero rimanere contenuti, mentre uno scenario più lungo e con il coinvolgimento di altri Paesi dell’area potrebbe produrre conseguenze più significative.
Per un Paese come l’Italia, fortemente manifatturiero e privo di materie prime, il costo dell’energia rappresenta una delle principali voci di spesa per imprese e famiglie. Proprio per questo negli ultimi anni il governo è intervenuto con misure di sostegno per contenere il peso dei costi energetici.
Export calabrese a rischio nei mercati del Golfo
Un ulteriore elemento di preoccupazione riguarda l’andamento dell’export calabrese nei mercati del Golfo. Pur partendo da livelli inferiori rispetto ad altre regioni italiane, la Calabria negli ultimi anni aveva registrato una crescita significativa, arrivando a raddoppiare le esportazioni a partire dal 2021.
In particolare, i rapporti commerciali con l’area mediorientale stavano diventando sempre più importanti per alcuni comparti produttivi regionali, come l’agroalimentare, la meccanica e i prodotti chimici. Proprio su questi mercati le imprese calabresi avevano iniziato a costruire nuove opportunità di sviluppo, anche attraverso iniziative promozionali come la partecipazione alla fiera di Dubai.
Secondo Ferrara, il Medio Oriente rappresentava una valida alternativa commerciale anche rispetto alle tensioni generate dalle politiche protezionistiche degli Stati Uniti. Un eventuale prolungamento del conflitto potrebbe però rallentare questo percorso di crescita e mettere a rischio risultati costruiti negli ultimi anni.