Società calabrese sotto accertamento, scoperti oltre 200 falsi trasfertisti nei cantieri
Indagine della Guardia di Finanza e degli ispettori del lavoro. Contestati contributi non versati e violazioni delle norme a tutela dei lavoratori
Coinvolti oltre 200 dipendenti di una società calabrese. Accertati contributi non versati e violazioni delle norme sul lavoro.
L’indagine sui lavoratori impiegati nei cantieri
Una complessa attività ispettiva condotta dalla Guardia di Finanza di Bolzano, insieme all’Ispettorato del lavoro della Provincia autonoma e all’Inps, ha portato alla luce presunte irregolarità nella gestione del personale da parte di una società con sede in Calabria operante nei servizi di guardiania, controllo accessi e regolazione del traffico all’interno di importanti cantieri stradali e ferroviari dell’Alto Adige.
Secondo quanto emerso dagli accertamenti, oltre duecento lavoratori risultavano formalmente impiegati in regime di trasferta, pur svolgendo la propria attività in maniera continuativa e stabile nei cantieri della provincia di Bolzano. Una situazione che avrebbe consentito all’azienda di beneficiare di un trattamento fiscale e contributivo più favorevole.
I controlli sui dati e le condizioni di lavoro
Gli investigatori hanno analizzato una vasta quantità di documentazione informatica conservata nei sistemi aziendali, oltre ai dati di geolocalizzazione collegati ai badge utilizzati dai dipendenti. Proprio dall’esame di queste informazioni sarebbe emerso che molti lavoratori, pur qualificati come trasfertisti, operavano stabilmente sul territorio altoatesino sin dal momento dell’assunzione.
Le verifiche hanno inoltre fatto emergere situazioni particolarmente critiche sotto il profilo delle condizioni di lavoro. Tra i casi esaminati figura quello di un addetto alla vigilanza che avrebbe svolto regolarmente turni di dodici ore consecutive, accumulando in pochi mesi un numero di straordinari superiore ai limiti annuali previsti dalla normativa e senza beneficiare dei riposi settimanali previsti dalla legge.
Contributi omessi e sanzioni per oltre 300 mila euro
Secondo gli accertamenti, le presunte irregolarità si sarebbero protratte per oltre cinque anni e avrebbero interessato complessivamente 206 posizioni lavorative. Al termine dell’attività ispettiva sono stati quantificati contributi previdenziali non versati per circa 200 mila euro, ai quali si aggiungono sanzioni amministrative superiori a 120 mila euro.
L’Inail procederà inoltre al recupero dei premi assicurativi ritenuti dovuti. In applicazione delle norme vigenti, è stata attivata anche la responsabilità solidale delle società appaltatrici coinvolte, chiamate a rispondere degli obblighi previdenziali accertati. Gli amministratori della società sono stati infine diffidati a regolarizzare le posizioni dei lavoratori interessati.