Agguato di Lattughelle
Agguato di Lattughelle

Un attacco armato che lascia dietro di sé una vittima e molti interrogativi. È quello avvenuto nella serata a Lattughelle, nell'area compresa tra Corigliano-Rossano e Cassano all'Ionio, dove la moglie di Damiano Pepe, 64 anni, conosciuto come "Tripolino", è stata uccisa a colpi d'arma da fuoco. La vittima è Silvana Sibarelli, mentre l'uomo è rimasto gravemente ferito ed è stato soccorso e trasportato inizialmente all'ospedale di Rossano, dove avrebbe subito un intervento chirurgico, prima del trasferimento a Cosenza. Secondo le prime ricostruzioni degli investigatori, la coppia – che era a bordo di una Fiat Panda – stava facendo ritorno a casa e, al momento dell'arrivo nei pressi del cancello d'ingresso dell'abitazione, il commando omicida avrebbe esploso un alto volume di fuoco, quasi sicuramente utilizzando un'arma lunga. Sulla dinamica e sugli assalitori vige al momento il massimo riserbo. Secondo indiscrezioni non ancora confermate dagli inquirenti, Sibarelli sarebbe stata raggiunta da diversi colpi, tra cui uno alla testa, morendo sul colpo, mentre Pepe sarebbe stato colpito alle spalle e alla clavicola. Il corpo della donna è stato trasportato all'obitorio dell'ospedale di Rossano.

Silvana Sibarelli
Silvana Sibarelli

Il profilo di Damiano Pepe e il contesto criminale della Sibaritide

Il nome di Pepe compare da anni nelle vicende giudiziarie legate alla criminalità organizzata della Sibaritide. In passato è stato indicato dagli investigatori come una figura di primo piano del cosiddetto clan dei nomadi di Cassano all'Ionio e ha scontato oltre 26 anni di carcere per reati tra cui associazione mafiosa e omicidio. La sua storia si intreccia con una stagione di violenti contrasti criminali nel territorio, segnata anche dall'uccisione del fratello Eduardo durante la faida con la cosca Forastefano. Un passato complesso che rientra nel quadro da approfondire, ma che allo stato attuale non permette di stabilire un collegamento diretto con l'attacco appena avvenuto, riportando l'attenzione sulla sicurezza in un'area già segnata in passato da forti tensioni tra gruppi criminali.

 Le indagini in corso e il possibile coinvolgimento della Dda

L'inchiesta dovrà chiarire se l'obiettivo dell'azione fosse esclusivamente Pepe, quale ruolo abbia avuto la presenza della moglie e se esistano collegamenti con precedenti tensioni criminali, poiché al momento nessuna pista può essere considerata accertata. Gli investigatori del Nucleo Investigativo Provinciale dei Carabinieri di Cosenza e della Compagnia di Cassano, coordinati dalla Procura della Repubblica di Castrovillari, sono chiamati a ricostruire le fasi della sparatoria e a raccogliere elementi utili per identificare i responsabili e il movente. Vista la modalità e la gravità dell'attacco armato, non si esclude che nelle prossime ore il fascicolo d'indagine possa passare per competenza alla Direzione Distrettuale Antimafia.