Vite in appalto, all’UNICAL un incontro sul lavoro povero e precario
L’8 ottobre nell’Aula Caldora un confronto sulle condizioni di chi garantisce pulizie, mensa, vigilanza e servizi all’interno dell’Università della Calabria senza essere dipendente dell’Ateneo
All’Università della Calabria si accendono i riflettori sulle condizioni di lavoratrici e lavoratori impiegati nei servizi esternalizzati. L’8 ottobre 2026, a Piazza dei Popoli, nell’Aula Caldora dell’UNICAL, è in programma l’iniziativa “Vite in appalto”, dedicata a chi ogni giorno garantisce attività essenziali all’interno del campus attraverso cooperative e aziende affidatarie.
Pulizie delle aule, servizi di mensa, cura degli spazi comuni e vigilanza sono solo alcune delle attività svolte da un numero consistente di addetti che, pur lavorando stabilmente nell’Università, non appartengono direttamente alla struttura dell’Ateneo.
Paghe basse, part-time e incertezza nei cambi d’appalto
Al centro dell’incontro ci saranno le condizioni contrattuali e occupazionali di chi opera nei servizi in appalto. Tra le criticità segnalate figurano retribuzioni basse, part-time involontari, orari frammentati, difficoltà nella fruizione delle ferie e una forte incertezza legata ai cambi di affidamento.
Il tema riguarda più in generale il lavoro povero e precario, una questione che in Calabria interessa diversi comparti. Anche in altre vertenze regionali, come quella degli ex LSU-LPU calabresi approdata al Ministero del Lavoro, sono emerse criticità legate al part-time, alla stabilità occupazionale e alla tutela economica dei lavoratori.
«Un luogo di sapere non può reggersi sul lavoro povero»
La scelta dell’UNICAL come sede dell’iniziativa vuole mettere in evidenza una contraddizione: un luogo dedicato alla formazione, alla ricerca e alla produzione di conoscenza che, secondo i promotori, non può ignorare le condizioni di chi ne garantisce quotidianamente il funzionamento.
“Vite in appalto” vuole quindi aprire un confronto sulle conseguenze delle esternalizzazioni e sulle tutele da garantire ai lavoratori, soprattutto nei passaggi da un appalto all’altro, quando il rischio è quello di vedere peggiorare condizioni economiche, orari e stabilità occupazionale.
L’appuntamento dell’8 ottobre punta così a riportare al centro del dibattito persone e mansioni spesso poco visibili, ma indispensabili per il funzionamento quotidiano del campus universitario.