Flavio Stasi
Flavio Stasi

Tre giorni dopo l'interrogatorio di garanzia, Flavio Stasi è ancora agli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico. E della decisione della gip Fabiana Giacchetti, almeno pubblicamente, non c'è ancora traccia. Il sindaco sospeso di Corigliano-Rossano ha risposto lunedì 2 novembre alle domande del magistrato, ha respinto le accuse e ha affidato ai suoi avvocati una memoria difensiva accompagnata da una trentina di atti amministrativi. I difensori hanno chiesto anche la revoca della misura cautelare. Da allora si attende una decisione.

Intanto il calendario corre. Domenica 8 novembre i cittadini scenderanno in piazza per manifestare solidarietà al sindaco. Martedì 10 novembre, alle 9.30, toccherà al Tribunale della Libertà di Catanzaro esaminare il ricorso presentato dai difensori Mauro Mitidieri e Maurizio Minnicelli. Due appuntamenti molto diversi, uno pubblico e l'altro giudiziario, che raccontano quanto la vicenda abbia ormai superato i confini delle aule di tribunale.

Ma quanti giorni ha la gip per decidere? Il codice di procedura penale, all'articolo 299, stabilisce che sulla richiesta di revoca o sostituzione di una misura cautelare il giudice debba pronunciarsi entro cinque giorni dal deposito. L'istanza è stata presentata lunedì 2 novembre e il termine ordinario porta a sabato 7 novembre. Oggi, giovedì 5 novembre, la decisione non è ancora arrivata. Mancano due giorni alla scadenza prevista dal codice.

La difesa tra atti amministrativi, inchiesta e interrogativi sulle esigenze cautelari

Stasi, arrestato il 28 ottobre nell'ambito dell'operazione Ginestra della Dda di Catanzaro, continua dunque a essere privato della libertà personale e sospeso dalle funzioni di sindaco. L'accusa è pesantissima: scambio elettorale politico-mafioso in relazione alle amministrative del giugno 2024. Secondo gli investigatori avrebbe beneficiato del sostegno elettorale di soggetti riconducibili alla criminalità organizzata in cambio della promessa di opportunità lavorative. Un'ipotesi che Stasi respinge e sulla quale non esiste alcuna sentenza di colpevolezza.

La difesa non si è limitata alle dichiarazioni dell'indagato. Ha prodotto documenti che, secondo i legali, dimostrerebbero l'azione dell'amministrazione comunale contro gli interessi della criminalità organizzata. Tra questi figurano provvedimenti di demolizione di manufatti abusivi, diffide e interventi amministrativi diretti a contrastare possibili infiltrazioni. Sono atti che la difesa considera incompatibili con la ricostruzione accusatoria. Documenti sui quali adesso la magistratura è chiamata a pronunciarsi.

Il Tribunale della Libertà dovrà valutare non soltanto la consistenza degli indizi, ma anche l'esistenza e l'attualità delle esigenze cautelari. È questo uno dei punti centrali della vicenda: i fatti contestati risalgono alla campagna elettorale del 2024, mentre la misura è stata eseguita nell'ottobre 2026. Sono trascorsi oltre due anni. E la domanda che si pone è quali siano oggi i pericoli concreti che rendono ancora necessaria una misura così restrittiva.

La risposta della piazza e i nodi cruciali tra giustizia e istituzioni

Nel frattempo Corigliano-Rossano si prepara a dare una risposta pubblica. Domenica 8 novembre, alle 17, in piazza Bernardino Le Fosse, a Rossano Scalo, è prevista la manifestazione promossa dai cittadini e dai sostenitori del sindaco sotto lo slogan «Flavio, il vento della solidarietà spira da Sud». Un'iniziativa che nasce dalla volontà di esprimere vicinanza a Stasi e che assume inevitabilmente anche un significato politico e istituzionale.

Perché l'arresto di un sindaco democraticamente eletto non riguarda soltanto la persona sottoposta a indagine. Riguarda una città, la sua amministrazione, i cittadini che lo hanno votato e quelli che non lo hanno votato. Corigliano-Rossano si ritrova con il proprio primo cittadino agli arresti domiciliari, mentre la vicenda giudiziaria è ancora nella fase cautelare.

E c'è un altro aspetto che merita attenzione. La misura cautelare è stata disposta prima del processo, prima del confronto dibattimentale tra accusa e difesa e prima di qualsiasi accertamento definitivo delle responsabilità. È una decisione che incide immediatamente sulla libertà personale e sull'esercizio di un mandato amministrativo. Proprio per questo la verifica della sua necessità non può essere considerata un dettaglio procedurale.

Martedì prossimo il Riesame potrà confermare, annullare o modificare la misura cautelare. Prima di allora è attesa la decisione della gip sulla richiesta di revoca. E domenica, nel mezzo di questa attesa, saranno i cittadini a riempire la piazza.

Tre date, dunque: il 7 novembre, termine ordinario per la decisione della gip; l'8 novembre, la manifestazione di solidarietà; il 10 novembre, l'udienza davanti al Tribunale della Libertà.

E una questione che resta al centro di tutto: quali esigenze cautelari, oggi, rendono indispensabile mantenere agli arresti domiciliari un sindaco per fatti contestati che risalgono a oltre due anni fa? È su questo che la giustizia è chiamata a dare una risposta, con la stessa urgenza con cui ha deciso di privarlo della libertà.