Bimbo soffoca a Crotone, salvato a Napoli: allarme sulla sanità calabrese
Su Calabrianews24 la lettera della madre rivela l’assenza di strumenti pediatrici essenziali negli ospedali calabresi: un viaggio notturno fino al Santobono di Napoli salva il piccolo e riapre il caso sulle gravi carenze del sistema regionale
I Consiglieri Regionali M5S Calabria, Elisabetta Barbuto ed Elisa Scutellà, commentano con preoccupazione la vicenda raccontata dalla signora Crocco di Crotone, pubblicata su Calabrianews24. Svegliarsi un sabato mattina e leggere di un bambino di tre anni che, ingerendo un’arachide, ha rischiato di soffocare è sconvolgente. La storia parte da Crotone ma riguarda tutta la Calabria e si conclude fortunatamente in Campania, presso l’Ospedale Santobono di Napoli. I genitori, ignari di quanto sarebbe accaduto, portano il figlio al pronto soccorso di Crotone, avviando un drammatico viaggio notturno che li condurrà fuori regione.
Ospedali senza strumenti e un viaggio disperato verso Napoli
Dalle parole della madre emerge tutta l’angoscia vissuta da quella famiglia. Negli ospedali di Crotone, Catanzaro e Cosenza non è disponibile o non funziona un broncoscopio pediatrico, strumento essenziale per affrontare tempestivamente emergenze come quella del piccolo. Senza alternative, il bambino viene trasferito in ambulanza a Napoli, dove i medici del Santobono riescono a salvarlo. Un lieto fine che, tuttavia, mette in luce le gravi lacune della sanità calabrese, nonostante la recente fine annunciata del Commissariamento. Inevitabilmente, la mente corre al caso della piccola Ginevra di Mesoraca, morta nel 2022 a causa della mancanza di terapia intensiva pediatrica in Calabria, malgrado gli appelli degli esperti.
Domande inevase e necessità di interventi concreti
A distanza di anni, la Calabria non è ancora attrezzata per gestire emergenze pediatriche complesse. I Consiglieri Barbuto e Scutellà evidenziano che il personale sanitario, pur pronto e generoso, continua a lavorare senza strumenti adeguati. Per questo motivo annunciano la presentazione di un’interrogazione per sollecitare interventi immediati, affinché vengano attivate le strutture e le attrezzature necessarie a proteggere la salute dei bambini. Alla signora Crocco, al suo bambino e alla famiglia va la più sincera solidarietà, insieme alla gioia per il lieto fine della vicenda. Con l’auspicio condiviso di non dover più raccontare storie come questa.