Ludopatia in Calabria, Straface: «Attivi 14 centri specializzati e 1,3 milioni di euro all’anno per il contrasto»
L'assessora regionale al Welfare interviene sui dati relativi al gioco d'azzardo e illustra la rete dei servizi di assistenza e prevenzione

La diffusione del gioco d'azzardo e le conseguenze delle dipendenze patologiche tornano al centro dell'attenzione in Calabria. Dopo la pubblicazione di un'analisi sul fenomeno da parte di GiocoResponsabile.info, l'assessora regionale al Welfare, Pasqualina Straface, alla quale il presidente Roberto Occhiuto ha affidato anche la delega alle Dipendenze patologiche, interviene per chiarire quali strumenti siano attualmente disponibili sul territorio per la prevenzione e il trattamento della ludopatia.
Secondo quanto riferito dall'esponente della Giunta regionale, in Calabria sono attivi 14 centri specializzati nella presa in carico delle persone affette da disturbo da gioco d'azzardo e dei loro familiari. Le strutture sono gestite da altrettanti Enti del Terzo settore accreditati con il Servizio sanitario regionale e rappresentano, insieme ai servizi pubblici per le dipendenze, una rete di assistenza rivolta a chi necessita di sostegno psicologico, sanitario e sociale.
L'assessora sottolinea come l'obiettivo sia garantire percorsi di accompagnamento e recupero personalizzati, capaci di intervenire non soltanto sulla dipendenza, ma anche sulle conseguenze che questa può produrre nella vita familiare, lavorativa ed economica delle persone coinvolte.
Quattordici centri e servizi Ser.D.: come funziona la rete regionale
I centri specializzati operano attraverso équipe multidisciplinari composte da psicologi, assistenti sociali, educatori, consulenti psichiatrici e legali. Le prestazioni comprendono interventi ambulatoriali, semiresidenziali e residenziali, in relazione alle necessità dei singoli pazienti.
Accanto alle strutture del Terzo settore operano i Ser.D., i Servizi pubblici per le dipendenze presenti nelle cinque Aziende sanitarie provinciali della Calabria, che garantiscono attività di diagnosi, cura e assistenza ambulatoriale.
Secondo quanto spiegato da Straface, i servizi pubblici e le comunità terapeutiche lavorano in sinergia attraverso percorsi riabilitativi individualizzati, con l'obiettivo di assicurare continuità assistenziale alle persone che sviluppano comportamenti di gioco problematici.
Il sistema regionale di intervento si basa su un Piano predisposto dal Dipartimento Salute e Servizi sanitari a partire dal 2019 e attuato annualmente attraverso le attività dei Ser.D. e delle comunità terapeutiche accreditate.
La presa in carico dei pazienti rappresenta un passaggio particolarmente importante nel contrasto alla ludopatia, una dipendenza comportamentale che può provocare indebitamento, isolamento sociale, difficoltà nelle relazioni familiari e conseguenze significative sulla salute psicologica.
Prevenzione nelle scuole e finanziamenti: 1,3 milioni di euro ogni anno
Un altro elemento evidenziato dall'assessora riguarda le risorse economiche destinate dalla Regione al contrasto del gioco d'azzardo patologico.
La Calabria, secondo quanto dichiarato da Straface, assegna annualmente circa 1,3 milioni di euro alle Aziende sanitarie provinciali per finanziare progetti specifici di prevenzione, sensibilizzazione e assistenza.
Tra le attività previste figurano interventi informativi nelle scuole, iniziative rivolte ai giovani e percorsi di sostegno attraverso i centri specializzati. La prevenzione assume un ruolo centrale soprattutto per intercettare precocemente comportamenti a rischio e favorire una maggiore consapevolezza delle conseguenze legate al gioco d'azzardo.
La Regione ribadisce inoltre che le informazioni relative ai servizi disponibili sul territorio possono essere richieste direttamente alle Aziende sanitarie provinciali e al Dipartimento regionale Salute e Servizi sanitari.
Resta centrale, tuttavia, il tema dell'effettiva accessibilità dei servizi e della capacità di raggiungere le persone che, pur vivendo una condizione di dipendenza, non si rivolgono alle strutture sanitarie. La presenza di centri specializzati e lo stanziamento di risorse costituiscono strumenti di intervento, ma per valutare l'efficacia delle politiche regionali risultano determinanti anche i dati sulle persone assistite, sui tempi di accesso alle cure e sui risultati dei percorsi terapeutici.