Appello Dda dichiarato inammissibile nel processo “Maestrale-Olimpo-Imperium”
La Corte d’Appello di Catanzaro ha respinto il ricorso per un errore nel deposito telematico degli atti. Confermate 35 assoluzioni del primo grado
La Corte d’Appello di Catanzaro, Terza sezione penale, ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla Direzione distrettuale antimafia nei confronti di 33 dei 41 imputati assolti in primo grado nel processo “Maestrale-Olimpo-Imperium”, scaturito da un’indagine contro presunti appartenenti a cosche della ‘ndrangheta del Vibonese. Il provvedimento riguarda il giudizio abbreviato celebrato davanti al Gup e rappresenta un passaggio rilevante nell’iter processuale.
Il nodo del deposito telematico degli atti
Alla base della decisione vi è un problema procedurale legato alle modalità di presentazione dell’atto di appello. Secondo la Corte, dal 31 marzo 2025 gli appelli del pubblico ministero contro sentenze emesse in abbreviato devono essere depositati esclusivamente attraverso il portale del processo penale telematico, a pena di inammissibilità. Nel caso specifico, invece, l’impugnazione è stata presentata con modalità non telematica, circostanza che ha portato all’accoglimento dell’eccezione preliminare sollevata dai difensori Sergio Rotundo e Michelangelo Miceli, poi condivisa dagli altri legali.
Le argomentazioni respinte e gli effetti della decisione
La Dda aveva sostenuto la possibilità di ricorrere al cosiddetto “doppio binario”, richiamando un provvedimento del presidente del Tribunale di Catanzaro che avrebbe consentito, secondo la tesi dell’accusa, il deposito cartaceo fino al 30 giugno 2026. La Corte ha però ritenuto che tale disposizione fosse limitata a profili organizzativi interni e non potesse derogare alla disciplina nazionale sul processo telematico. Respinta anche la richiesta di rimessione in termini, non essendo stati riconosciuti casi di forza maggiore o impedimenti eccezionali.
Le conseguenze sul processo
Con la decisione della Corte restano confermate 35 assoluzioni, totali o parziali, disposte in primo grado. Il procedimento prosegue comunque per gli imputati che erano stati condannati dal Gup e che hanno scelto di impugnare la sentenza. In primo grado erano state complessivamente emesse 50 condanne, mentre il quadro processuale resta ora parzialmente definito in attesa dei successivi sviluppi giudiziari.